Monuments men: solo la bellezza ci salverà

Un paio di giorni fa, invece di svoltare in Via Po, ho imboccato Via Verdi: la strada che passa accanto al Teatro Regio. Non so perché l’ho fatto, forse volevo vedere la Mole o, forse, non percorrere sempre la solita via. In ogni modo, ho deviato e mi sono imbattuta nella Bellezza. Sul retro del teatro c’erano degli operai, intenti a scaricare del materiale di scena, che hanno lasciato in vista un quadro. Non so di cosa si trattasse, purtroppo non mi intendo di lirica, ma so che una splendida donna mora, illuminava l’intera strada con il candore della sua pelle e le sue vesti dorate. Non ho scattato una foto, perché gli operai hanno iniziato a fissarmi un po’ perplessi. Comunque, mi è subito venuto in mente il libro che sto leggendo: Monuments Men di Robert M. Edsel. L’autore racconta la storia di un gruppo di eroi improbabili, ma pur sempre eroi, impegnati a salvare i capolavori d’arte, mentre Hitler devastava l’Europa. Questi uomini, e donne, coraggiose, hanno preservato opere di inestimabile valore dalla distruzione e ne hanno ritrovate altre, che erano state sottratte dai nazisti.

La storia di questi uomini dimostra come la bellezza possa risplendere e dare speranza anche nei momenti più cupi, come nel caso della Madonna di Le Gleize, sopravvissuta miracolosamente ai bombardamenti. Gli eroi dei monumenti hanno sfidato il pericolo, con tenacia e coraggio, per salvare dalla distruzione il nostro passato e le opere che ancora oggi ci emozionano. Però, uno dei passaggi più belli, non riguarda un capolavoro di Giotto o Michelangelo, ma un coniglio:

Un giorno, lontani dal campo e senza razioni, lui e Kirstein incontrarono un gruppo di fanti che aveva appena deciso di uccidere e cucinare un coniglio […]” I soldati vengono fermati da una donna tedesca, che li prega di non uccidere l’animale perché si tratta di un regalo che suo marito, un ufficiale delle SS, ormai deceduto, ha fatto al loro figlio. Il coniglio è l’unico ricordo che il bambino avrà del genitore. Allora, uno dei Monuments Men, Posey “frugò nella borsa. Tirò fuori un pezzo di carta […] era uno dei suoi cartelli di «off limits», quelli che aveva affisso su molti edifici protetti. Aggiunse in calce «Per ordine del capitano Robert Posey, 3° Armata USA» e lo appese alla gabbia.

I Monuments Men erano dei veri eroi con un grande cuore, capaci di mantenere la loro umanità anche nel mezzo di uno dei conflitti più devastanti della storia.

Il romanzo insegna che dobbiamo preservare la bellezza, non solo quella dei capolavori immortali, ma anche quella insita in ogni oggetto in grado di emozionarci. Per me, oltre alla Bella Donna (sto anticipando la mia intenzione di parlare di Dickens, vero?) un altro simbolo dello splendore che può sorprenderci ovunque e riscaldarci il cuore sono stati tre alberelli. In mezzo a un parco di Torino,ho visto una nevicata dorata: foglie giallo vivo danzavano nell’aria. Fantastico.

P.S. Se volete saperne di più sui Monuments Men potete leggere il libro o guardare il film che ne è stato tratto!

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