Big Eyes

Una fuga in macchina, che ricorda la scena cult di Psyco: una donna decide di lasciare il marito e scappa con sua figlia. L’inquadratura si sposta verso una strada in salita, che sovrasta l’automobile e incute un senso di minaccia. Ancora non lo sapete, ma quella via, difficile da percorrere, è una perfetta metafora degli eventi che seguiranno.

Incomincia così Big Eyes, l’ultimo film di Tim Burton, che racconta la storia vera dell’artista Margaret Keane. Margaret è dotata di grande talento, ma vive in un’epoca in cui le donne sono soffocate dall’ombra dei loro mariti. Inoltre, la donna ha troppa fiducia nella sincerità altrui e troppo poca in sé stessa. L’unico modo che Margaret ha per esprimersi è dipingere quadri che rivelano tutta la sua infelicità e solitudine: figure di bambini con grandi occhi tristi.

Nessuno sembra riconoscere le capacità di Margaret, sinché un giorno non incontra Walter, un altro pittore amatoriale. Nello spettatore scattano circa venti campanelli d’allarme che segnalano che qualcosa non va: quell’uomo, nasconde qualcosa dietro il suo sorriso affabile. Il pubblico vorrebbe consigliarle di lasciarlo perdere, ma la pittrice si fida e si innamora. Margaret crede che lui sia in grado di colmare il vuoto che ha nel cuore: quel buco nero che ha preso il posto di uno dei suoi “occhioni” in un ritratto.

La svolta avviene quando il sig. Keane decide di tentare di promuovere le sue opere e quelle della moglie, con ogni espediente. Gli “occhioni” iniziano a avere successo, ma Walter convince Margaret a lasciar credere a tutti che quelle opere siano state create da lui: nessuno vorrà mai dare fiducia a un’artista donna. La donna cede e rinuncia alla paternità delle sue creazioni, che verranno trasformate in semplice merce senz’anima. In una scena emblematica, le immagini dei quadri di Margaret, riprodotte su cartoline e poster per aumentare i profitti, vengono affiancate a quelle delle celebri lattine di zuppa Campbell.

In un autoritratto dell’artista ricompare quella voragine nera, che inghiotte uno degli occhi: il simbolo della sua rinnovata disperazione. Il suo rapporto con Walter si farà sempre più teso e sfocerà in momenti che hanno l’intensità di un thriller psicologico: privando Margaret dei suoi quadri, suo marito le sta strappando di dosso pezzi della sua anima. Per salvarsi, la pittrice dovrà cominciare una battaglia contro suo marito per riappropriarsi delle sue opere, ma anche per scoprire di poter essere una donna indipendente e sicura di sé.

Big eyes emoziona lo spettatore e lo invita a riflettere sul vero valore dell’arte e sulla necessità di credere sino in fondo nei propri sogni. Se non siete ancora andati a vederlo, ve lo consiglio!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...