Il sesso inutile

Nel 1960 Oriana Fallaci ripercorre il viaggio di Phileas Fogg, non per attraversare il globo in ottanta giorni, ma per portare a termine una scommessa con sé stessa. Quando le propongono un reportage sulla condizione delle donne, decide di accettare per rispondere a un interrogativo che la tormenta: le ragazze possono essere felici? La giornalista vede attorno a sé donne che stanno lottando per emanciparsi e ottenere posizioni di prestigio, ma che sentono di appartenere a un sesso inutile.

Alla ricerca di una risposta, la Fallaci si mette in viaggio, attraversando l’Asia, per poi raggiungere le Hawaii e, infine, approdare in America. Interroga le farfalle di ferro, che hanno partecipato alla rivoluzione di Gandhi, e le matriarche che, come moderne amazzoni, vivono nella foresta. Osserva le loro vite e, con la sua penna affilata, scava nei loro animi, nella storia e nelle tradizioni dei loro paesi. Incontra donne forti, carismatiche, ma che non sembrano mai aver capito cos’è la felicità.

Sono passati anni dal suo reportage, però la forza delle sue parole è rimasta immutata perché, ancora oggi, le donne non sembrano aver raggiunto la felicità. Certo, non è poi così facile essere felici, nemmeno per gli uomini, ma dover fare i conti con un mondo dove le ragazze sono ancora soggette a discriminazioni non aiuta. In Cina, non si vedono più donne con i piedi fasciati, però, in tutto il mondo, esistono ancora canoni di bellezza, che pesano sulle spalle di milioni di ragazze: modelli di perfezione che sappiamo essere irraggiungibili, ma che per qualche motivo ci sforziamo di imitare. Le farfalle di ferro dell’India sono ancora in lotta per i loro diritti, mentre ci sono ancora donne che, come la sposa bambina descritta dalla Fallaci, sembrano venire considerate come merci di scambio: mucchi di stracci colorati che passano da un padrone all’altro.

Il sesso inutile invita a riflettere e a domandarsi come si può raggiungere la felicità. Quanto a me, so solo di aver incontrato delle donne forti, delle vere farfalle di ferro, in questi anni. Ragazze che, nonostante le avversità, risplendono di una luce speciale quando parlavano della loro passione. Alcune, innamorate della moda e capaci di trasformare questo interesse in un lavoro, altre di viaggi, altre di musica. Ognuna mi sorrideva e mi sorride quando mi parla delle sue passioni e, in quel momento, è felice. Penso che la vera forza delle donne stia in questo e spero, che un giorno, il mondo intero se ne accorga.

Saluti dall’ultimo banco,
Benny

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