Appunti di un venditore di donne

Un uomo, spregiudicato e affascinante, si muove tra le tenebre della notte milanese, nascondendosi dalla luce del sole e dal suo passato. Nei giorni del sequestro Moro, sembra ignorare la realtà e la politica per concentrarsi solo sul suo mestiere: trovare bellissime donne e organizzare, per loro, appuntamenti con persone disposte a comprare i loro corpi, ad acquistarli come se fossero una merce qualsiasi.

Faletti, in Appunti di un venditore di donne, presenta al lettore un protagonista che è un vero e proprio enigma. Bravo è un appassionato di crittogrammi, giochi di parole in cui dietro un termine e ne nasconde sempre un altro, e ne ha creato uno con la sua stessa identità: ha celato il suo vero nome dietro un nomignolo, che sembra preso in prestito da Manzoni. In effetti, il personaggio potrebbe ricordare gli sgherri di Don Rodrigo: è in contatto con la criminalità organizzata e asseconda i desideri carnali dei ricchi signorotti di turno, procurandogli delle belle ragazze. Però, le sue Lucie sono consenzienti e ricevono il settanta per cento del bottino. Bravo non è interessato alle ragazze con cui lavora, o meglio, non può esserlo per colpa di una terribile mutilazione, che qualcuno gli ha inflitto: una ferita che non si può rimarginare e che lo ha portato a diventare un venditore di donne.

Il lettore, intuisce subito che il protagonista del romanzo nasconde qualcosa e che la chiave del suo mistero è celata nelle cicatrici incise sul suo corpo. Gli indizi per risolvere il crittogramma iniziano ad arrivare quando il protagonista si ritrova, suo malgrado, ad abitare non più nella Milano dei festini e delle orge organizzate, ma in quella dominata dalla violenza dei brigatisti. Tutto comincia con l’arrivo di una bellissima donna, Carla, che sconvolge il protagonista con una semplice frase con te ci verrei gratis, risvegliando in lui passioni che sembrano ormai sopite. La ragazza intuisce subito che Bravo nasconde qualcosa:

“Ma che parole usi, professore? Mi fai sentire ignorante. Forse dovrei leggere anch’io qualcuno dei tuoi libri.”

Carla ha capito che Bravo è molto più intelligente e profondo di quanto voglia far credere; ma lui preferisce nascondersi dietro la maschera del cinico venditore di donne, perché sa che la conoscenza può essere una maledizione:

Vorrei spiegarle che in realtà i libri sono una maledizione. Gli ottimisti sono convinti che leggendo dei libri combattono la loro ignoranza, i realisti sono certi solo del fatto che della loro ignoranza hanno la prova. La misura della non conoscenza è in realtà la discriminate fra persona e persona. L’età, il denaro, l’aspetto non contano nulla: la vera differenza è tutta lì.
La vita dipende da quante cose sai.

Infatti la sopravvivenza di Bravo, quando le cose cominceranno a mettersi male, dipenderà proprio dalla sua capacità di risolvere enigmi e dalle informazioni di cui verrà in possesso. Mentre il protagonista si accorgerà di essere circondato da altri personaggi-crittogrammi, che, come lui, nascondono un altra identità, il lettore arriverà alla soluzione dell’enigma-Bravo.

Faletti, in questo romanzo, riesce a sorprenderci con una straordinaria galleria di personaggi bifronti come Giano, tra cui spicca Bravo: ferito ma anche vendicativo, crudele e spregiudicato ma anche capace di inaspettati gesti di generosità. In Appunti di un venditore di donne, lo scrittore gioca a confondere le apparenze, in un gioco di riflessi: la Milano scintillante della notte e dei criminali e quella di chi vive alla luce del sole, sono due facce della stessa medaglia. Allo stesso modo, Bravo dovrà attraversare lo specchio, per vivere di nuovo nella realtà e riappropriarsi del suo passato e del suo nome.

 

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