Dimentica il mio nome

Ma poi quando si fa il passaggio da ragazzo a uomo?

In Un Polpo alla gola, Zerocalcare racconta l’infanzia e le cicatrici che si lascia dietro, descrivendo una particolare prova d’iniziazione, che dovrebbe segnare il passaggio da uomo a bambino. Anche in Dimentica il mio nome, il fumettista continua a interrogarsi sulla linea d’ombra, il momento in cui si entra nell’età adulta. In entrambe le graphic novel il passato è una presenza tangibile, mai dimenticata: nella prima, gli anni delle elementari e del liceo segnano le vite dei personaggi, mentre, nella seconda, la storia della famiglia di Zerocalcare è la chiave per risolvere una serie di misteri.

Le opere di questo fumettista conquistano il lettore grazie all’auto-ironia del loro autore e al suo segno grafico, pulito e sempre efficace, capace di rendere al meglio ogni espressione e sentimento. Un altro elemento fondamentale è la sua inesauribile fantasia che ci regala sogni ad occhi aperti alla J.D. Di Scrubs, per non parlare dell’ormai celebre armadillo-voce della coscienza. L’inesauribile vena immaginifica di Calcare riesce a trasformare la realtà dandole un tocco surreale: basta pensare alla figura del pediatra dai metodi discutibili che si tramuta in uno spartano pronto a gettare lo Zero-bambino da una rupe.

Queste graphic novel fanno ridere, anzi morire dal ridere a tratti, ma sono molto più profonde di quanto si creda. Per esempio, in Dimentica il mio nome, viene affrontato in modo magistrale il legame tra l’autore e sua madre: il monte-chioccia, la mamma, è sempre stato un punto di riferimento per il fumettista, ma Zerocalcare sa che, per poter compiere il passaggio da ragazzo a adulto, dovrà essere capace di uscire dalla sua ombra protettiva, per diventare lui stesso una roccia, un appiglio su cui gli altri potranno contare. Si tratta di un’evoluzione che ognuno di noi deve o dovrà affrontare e che lui ha saputo raccontare in modo magistrale, attraverso diversi momenti chiave di Dimentica il mio nome.

Zerocalcare paragona le persone a dei poligoni: mostrano diversi aspetti, facce, a seconda dell’angolazione da cui le si guarda, o del momento che stanno attraversando. Allo stesso modo, le sue opere si rivelano al lettore attraverso una serie di sfaccettature: sono divertenti e giocose, ma anche serie. Un vero piacere per gli occhi e la mente, che sta portando alla ribalta il fumetto made in Italy, nobilitando questo genere anche agli occhi di considera ancora le graphic novel come “disegnetti”.

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3 pensieri riguardo “Dimentica il mio nome

      1. Proprio quello che cerco ! Temo che dovrò ordinarlo anche io, e crogiolarmi nell’attesa . Raramente sono riuscita a trovarlo in libreria, ma se lo pigliano tutti prima della sottoscritta! 😀

        Piace a 1 persona

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