5 Buoni motivi: Shakespeare

Un paio di sere fa, durante una sessione di zapping, mi sono imbattuta in una sorpresa inaspettata: la serie Shakespeare da scoprire, in onda su Rai 5. Questi documentari, sono presentati da attori d’eccellenza come Jeremy Irons, che spiegano come si sono preparati a interpretare le opere del Bardo. Lo spettatore può sia ammirare il Globe Theatre e i luoghi che hanno ispirato il Bardo, per esempio le colline di Dunsinane, sia scoprire quali siano stati i più famosi adattamenti cinematografici delle opere del Bardo. L’approfondimento delle tematiche trattate dal drammaturgo e l’analisi il periodo storico in cui è vissuto è affidato a studiosi del calibro di Marjorie Garber e Stephen Greenblatt.

Questa serie ha riacceso la mia mai sopita passione per il Bardo. Quindi, ho deciso di proporvi cinque buoni motivi (anche se ce ne sarebbero molti di più) per avvicinarvi alle sue opere. Ho inserito anche riferimenti che potrebbero interessare anche chi ha già letto e apprezzato i suoi testi:

1) Eroi imperfetti (ovviamente): Shakespeare era un grande conoscitore dell’animo umano, sapeva che in ognuno di noi ci sono luce e tenebra e, per questo, ha creato personaggi ricchi di sfaccettature. Il protagonista di una delle sue più grandi tragedie, Amleto, è diventato ai nostri occhi l’incarnazione del dubbio, dell’irresolutezza, ma, allo stesso tempo, è anche uno studente che cerca di capire il mondo, un filosofo.
Un altro dei miei personaggi preferiti, Porzia appare, all’inizio del Mercante di Venezia, come la perfetta donna elisabettiana, silenziosa e obbediente, ma dimostra di possedere un cervello di prim’ordine e di essere davvero la signora e padrona di Belmonte, la sua isola incantata.

2) Attualità e identificazione. Le opere di Shakespeare affrontano temi fondamentali: l’amore, l’amicizia, il rapporto padre e figlio, la sete di potere. Lo spettatore del millecinquecento-milleseicento, si identificava nei suoi personaggi, così come l’uomo del duemila. Tutta la letteratura ruota attorno a questi cardini, ma ciò che rende eterne le opere di Shakespeare è la capacità del Bardo di scavare in profondità nelle pulsioni umane e di far immedesimare lo spettatore nel dramma.
L’ambizione sfrenata di Macbeth ci ricorda gli uomini d’affari o i politici del nostro tempo, ma anche, nel piccolo, il nostro desiderio di affermazione. Allo stesso modo, la gelosia di Otello, ci è dolorosamente familiare. Sin dall’antichità, il teatro ha messo il pubblico davanti ai suoi personaggi perché potesse purificarci riconoscendo in essi la parte peggiore di noi e liberandosene.
Tutti noi assumiamo un ruolo, o più ruoli nella nostra vita, e non possiamo non rispecchiarci nei personaggi del Bardo, che incarnano i nostri vizi e virtù. Lo scrittore aveva capito che il suo teatro, il Globe, non era altro che una parte di un più vasto palcoscenico: l’intero mondo.

3) More than meets the eye. Il lettore può ritrovare qualcosa di sé nei personaggi del Bardo ed è libero di avere una sua personale interpretazione; ma è anche interessante scoprire cosa si cela tra le righe, approfondendo lo studio delle opere di questo genio. Ogni lavoro di Shakespeare nasconde riferimenti alla sua vita personale e al momento storico in cui è vissuto, che sono stati magistralmente esposti da Stephen Greenblatt in Vita, arte e passioni di William Shakespeare.
Oltre ai documentari della serie Shakespeare da scoprire, esistono degli interessanti video, creati per avvicinare gli studenti allo studio del Bardo, in cui vengono analizzate alcune sue opere:

Non posso non segnalare, a chi si accinge a preparare una tesi sul drammaturgo, la rivista (si può leggere on-line accedendo a internet dalla vostra biblioteca universitaria) Shakespeare Quarterly.

4)Invention. Shakespeare era un vero maestro della lingua, capace di coniare nuove parole ed espressioni che sono entrate a far parte del vocabolario inglese. Le sue metafore, tratte da mestieri e aspetti della vita quotidiana, come quelle di Dante, vi stupiranno. Il Bardo era anche un maestro degli insulti creativi: se volete mettere a tacere, con stile, i vostri rivali potete trarre ispirazione da lui. La fiamma della sua fantasia vi stupirà.

5)Messe in scena. Non dimentichiamo che i testi di Shakespeare sono stati scritti per essere messi in scena. Oltre al piacere della lettura c’è anche quello della visione e dell’ascolto. Tra i miei adattamenti preferiti, c’è di sicuro la versione del Mercante di Venezia con Al Pacino nel ruolo di Shylock. Ho anche adorato Molto rumore per nulla di Kenneth Branagh, in cui il regista interpreta il ruolo Benedetto. Se avete seguito dottor House, riconoscerete un vecchio amico.
Per i fan di Loki, segnalo la serie The Hollow Crown della BBC, mentre per quelli del Dottor Who l’Amleto interpretato da David Tennant. Quanto alla nuova versione, con Benedict Cumberbatch, meglio non parlarne visto che vorrei abitare in Inghilterra e avere un biglietto…

Buona lettura e saluti dall’ultimo banco,
Benny

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