La piuma

Questa è la storia di una piuma, di un personaggio leggero, come Perelà. La favola di Giorgio Faletti mette a nudo l’animo umano, scavando nei suoi meandri più oscuri. La Piuma è un invito a riflettere sulla nostra possibilità di scelta, sulla nostra incapacità di seguire gli ideali più alti.

La piuma sorvola un regno, che potremmo chiamare umanità, cercando qualcuno a cui trasmettere il suo messaggio. Scivola leggiadra tra regge, teatri e case, ma nessuno la degna di uno sguardo: il sovrano è troppo impegnato a progettare una guerra, senza rendersi conto di stare combattendo contro il suo stesso riflesso, contro un uomo uguale a lui, e senza preoccuparsi di quanti soldati-pedine cadranno sulla scacchiera; l’alto prelato pensa di poter trovare il volto di Dio guardando dentro una moneta d’oro; la donna di piacere indossa una maschera per compiacere i suoi clienti, ma crede che quello strato di cerone e belletto sia il suo vero volto; la ballerina è prigioniera del suo dolore.

La piuma invita tutti questi personaggi a diventare migliori, a scegliere il bene dimenticando le loro piccolezze e miserie, a librarsi verso l’alto. Nessuno sembra capace di recepire il messaggio, sinché la piuma non incontra un uomo, simbolo di ogni sognatore e inventore. Questo personaggio ricorda Leonardo da Vinci, il genio capace di disegnare macchine volanti ed è pronto a staccarsi da terra, sulle ali dell’immaginazione.

L’uomo sogna di volare recita una canzone dei Negrita: con la sua favola Faletti ci dimostra che l’uomo può davvero volare, a patto che sia capace di liberarsi delle sue zavorre emotive e delle sue meschinità.

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