Ritratto di signora: Raph Touchett

Nel precedente post, ho descritto il primo dei due personaggi che mi hanno maggiormente colpita, leggendo Ritratto di signora, di Henry James: Henrietta Stackpole. Ora è il turno di Ralph Touchett.

Ralph è il cugino della protagonista ed è l’artefice della sua fortuna, o meglio sfortuna: ha chiesto a suo padre di modificare il suo testamento a favore di Isabel, in modo che la donna potesse avere a disposizione i mezzi per condurre una vita indipendente, per viaggiare e arricchire il suo spirito. Purtroppo, come Mister Touchett aveva previsto, il piano di Ralph è fallito: Isabel è caduta nelle grinfie di un cacciatore di dote, l’insensibile Gilbert Osmond.

Ralph adora Isabel, ma è consapevole di non poter ottenere il suo amore: prima di tutto perché è suo cugino, e, soprattutto, perché sa di essere malato e destinato a morire nel giro di pochi anni. La malattia lo ha portato ad allontanarsi dalla vita attiva, a diventare un mero osservatore, ma, quando ha incontrato la sua affascinante parente non ha potuto non innamorarsi e ha deciso di assicurarsi che Isabel potesse godersi la vita.

Touchett non ha mai rivelato alla cugina di essere stato a lui a insistere perché il testamento venisse modificato e si è limitato ad ammirarla da lontano. Ralph era convinto che Isabel sarebbe diventata una donna sicura di sé, forte e indipendente, ma l’amore ha offuscato la sua, di solito, infallibile capacità di giudizio. Il giovane che, più volte nel corso del romanzo, sembra capace di leggere nell’animo di ogni altro personaggio, non ha compreso che la ragazza a cui tiene è troppo presa da sé stessa. Isabel è vittima di un vago ideale estetico che la porta a innamorarsi di un uomo che tiene di più ai suoi ninnoli che a lei.

In una delle scene più malinconiche del romanzo, Ralph cerca di riavvicinarsi a Isabel, per metterla in guardia e salvarla da un matrimonio infelice:

-Credo di non essere ancora rinvenuto dalla sorpresa, -egli ripigliò a dire infine. -Eravate l’ultima persona che mi aspettavo di veder acciuffata.

-Acciuffata?

-State per essere messa in gabbia.

-Dal momento che la gabbia mi piace, non vi dovete inquietare.

Purtroppo, Isabel si rifiuta di dare ascolto a Ralph, e solo quando lo raggiunge in Inghilterra per assisterlo durante i suoi ultimi giorni, ammette di essere profondamente infelice, di stare vivendo in una gabbia. Touchett la rassicura, in un’ultima scena straziante, dichiarandole tutto il suo amore e spronandola a cercare la libertà, la luce di cui Osmond l’ha privata.

La capacità di osservazione di Ralph, i suoi motti di spirito e la sua devozione per Isabel mi hanno colpita, anche se devo ammettere che il personaggio ha delle zone d’ombra. La sua decisione di assegnare una grande somma di denaro a Isabel ha un che di egoistico: sembra quasi che sia un modo per controllarla. Inoltre, alla fine del romanzo, si rivolge a Caspar, uno dei pretendenti di Isabel consigliandogli di convincere la donna a separarsi da Osmond e ad affidarsi a lui, anche se sa che sua cugina non prova affetto per uno spasimante che, a tratti, appare come un uomo violento e dominatore. Comunque, tra i diversi ammiratori della protagonista Ralph sembra quello maggiormente dotato di empatia ed è l’unico disposto a lasciare alla donna una possibilità di scelta.

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