Giuda Amos Oz

#Feltrinelli

In Giuda, Amos Oz racconta la tormentata storia di Gerusalemme, mettendo al centro dell’intreccio la parola tradimento. Lo scrittore invita il lettore a prendere in considerazione più punti di vista, a non attenersi a un’unica versione dei fatti e, mentre lo guida attraverso le vie della sua città natale, lo spinge a interrogarsi sulle vicende che hanno portato alla nascita di Israele.

Il protagonista del romanzo, Shemuel Asch, è un giovane studente con “l’anima di fuori come un orologio da polso” che ha deciso di approfondire lo studio del Vangelo da una prospettiva inedita: pensa che l’unico dei discepoli a credere davvero in Gesù fosse Giuda. Secondo Asch, l’Iscariota ha consegnato alle guardie il suo maestro perché sapeva che, solo attraverso la morte, il messaggio di Cristo sarebbe giunto ai posteri. Però le sue ricerche vengono interrotte bruscamente, quando suo padre gli comunica che gli è più possibile mantenerlo agli studi. Allora, Shemuel, che ha un rapporto difficile con la famiglia, che si sente “sbagliato”, un estraneo, quasi una sorta di “Giuda”, si mette alla ricerca di un lavoro. Nella bacheca dell’università, il giovane trova un annuncio in cui si ricerca uno studente disposto a tenere compagnia a un anziano, in cambio di vitto e alloggio. Asch si presenta alla porta, di quella che diventerà la sua nuova casa, senza sapere che lì incontrerà la bella e misteriosa Atalia, per cui perderà la testa, e il saggio e cinico Gershom Wald.

Wald è il personaggio più affascinante del romanzo: conosce la storia di Gerusalemme ed è tristemente consapevole del tributo di sangue che la nascita di Israele ha richiesto. Wald cerca di istruire l’irruente Asch, di temperare il suo entusiasmo con la sua saggezza ed esperienza. L’anziano presenta dal suo punto di vista, di sconfitto, l’inutilità della violenza:

-E allora, secondo lei, che cosa non si può in alcun modo fare con l’uso della forza?-

-Quanta forza?-

-Tutta la forza del mondo. Prenda pure la forza congiunta di Stati Uniti e Unione Sovietica, Francia e Inghilterra. Che cosa non sarebbe in alcun modo possibile fare, pur con questa forza?-

-(Asch) Mi pare che con una potenza del genere si possa conquistare tutto quel che si vuole. Dall’India all’Africa.-

-Le pare. E così pare agli ebrei in Israele perché non hanno idea di quali sono i limiti della forza. La verità è che tutta la forza del mondo non basta per trasformare l’odio in amore.-

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