Il rocchetto di madreperla

Se il Diavolo si presentasse alla vostra porta e si offrisse di realizzare il vostro più grande desiderio accettereste? Dovete solo riuscire a vincere una sfida contro di lui, a giocare una partita in cui la posta in gioco è la vostra vita. Hugo Farquhar, il protagonista de Il rocchetto di madreperla, l’ultimo romanzo di Chiara Strazzulla, non ha dubbi: non può rifiutare perché in palio c’è la vita di suo fratello John.

Il Diavolo, un uomo dalla bellezza conturbante e vestito di rosso, possiede qualcosa che Hugo desidera disperatamente: un rocchetto di filo color lavanda. Il demonio ha il compito, come le Parche, di svolgere quel filo, di tessere le fila del destino degli uomini; ma sta tessendo troppo rapidamente la vita di John. Hugo non può sopportare di perdere suo fratello, di guardarlo consumarsi giorno dopo giorno, per colpa di una malattia incurabile, così decide di sfidare il signore degli inganni, senza rendersi conto delle conseguenze.

deal

Immagino che stiate pensando che Lord Farquhar sia un eroe, una sorta di Dean Winchester pronto a tutto per di salvare il suo amato fratellino. Invece no, vi state sbagliando. Hugo assomiglia di più a Ciel Phantomhive, il protagonista del manga Black Butler: è egoista ed è un giocatore spregiudicato, che vede chi lo circonda come una semplice pedina da utilizzare per i suoi scopi. Farquhar sa benissimo che avere a che fare con il Diavolo può essere pericoloso e che quel gentiluomo di rosso vestito si diverte a cercare cavilli con cui riprendersi, con gli interessi, ciò che ha concesso, ma, visto che il demonio non accetta una sola scommessa alla volta, decide di coinvolgere delle altre persone nella sua sfida.

Hugo è disposto a mettere a rischio la sua vita, perché è un giocatore compulsivo, incapace di resistere al richiamo del brivido. Ama circondarsi di personaggi poco raccomandabili, che non stima, e di donne bellissime e letali: sua moglie, Adrienne, ha già seppellito due mariti. Farquhar ama restare in bilico sull’orlo della voragine, godere della scarica d’adrenalina che gli dà la sensazione di poter cadere da un momento all’altro; ma non può sopportare di veder morire John. Il suo non è un sentimento altruistico, Hugo non vuole soffrire non vuole affrontare il dolore della perdita, uno dei dolori più insopportabili da sopportare per un essere umano. Quando sfida il Diavolo, anche se forse non se ne rende davvero conto, agisce soprattutto per soddisfare sé stesso: vuole dimostrare di poter essere più astuto del demonio e desidera assumere il completo controllo sulla vita di John, diventare il solo artefice del suo destino.

Hugo continua a concentrare su di sé l’attenzione del lettore, sino all’ultima pagina del romanzo. Avrei voluto che Sterling un timido e impacciato studente, che non riesce a interagire con gli altri e ama rifugiarsi in un mondo regolato dalla logica e da precise regole matematiche, riuscisse a strappare il ruolo di protagonista a Farquhar; ma Hugo rimane la solitaria stella attorno a cui ruota tutto il romanzo. Gli altri personaggi, meschini, disgustosi, a volte, oppure timorosi e disperati, restano in secondo piano, schiacciati dalla sua luce, o meglio dalla sua ombra.

L’unico in grado di manipolare il protagonista è il Diavolo, un demonio inaspettatamente gentiluomo, che si attiene a un suo particolare codice d’onore e che ricorda più Crowley di Supernatural, o l’elegante Sebastian di Black Butler, che il Metistofele del Faust (non posso fare a meno di immaginarlo entrare in scena sulle note di Sympathy for the Devil). L’uomo in rosso intrappola Hugo in una tela di illusioni, in una Venezia onirica e labirintica, da cui Farquhar potrà uscire solo quando si renderà conto di cosa ha provocato impossessandosi di quel rocchetto di filo color lavanda.

blodean
Niente eroi imperfetti, stavolta.

Annunci

6 pensieri riguardo “Il rocchetto di madreperla

  1. L’avevo visto tempo fa su Amazon ma l’ho subito accantonato dopo aver letto il nome dell’autrice. Con la Strazzulla ho una brutta esperienza che risale ai tempi di “Gli Eroi del Crepuscolo”, non so se lo conosci ma ha fatto parecchio parlare di sé. A quanto pare col tempo è migliorata (e ha anche scelto di cambiare genere). Mi hai quasi fatto cambiare idea su di lei e invogliato a comprare il libro, magari potrebbe piacermi (le premesse per un buon romanzo ci sono tutte).

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...