In fondo al tuo cuore

Il caldo infiamma Napoli incendiando le passioni:

giunge all’improvviso. Ha le sue date fisse, e si muove come una flotta militare, attraversando il mare in parata. Si fa preannunciare da qualche nuvola, e magari da un rovescio improvviso, così, giusto per creare un’illusione, un diversivo prima dell’attacco finale. I cani annusano l’aria, alcuni emettono un guaito irrequieto. I vecchi sospirano.
Arriva una notte che, contrariamente al solito, non reca refrigerio, ed è quello il segnale.


Maurizio De Giovanni, in In fondo al tuo cuore, descrive il calore come una miccia capace di riaccendere i sentimenti sopiti. Le sue pagine hanno il sentore dell’estate, del sole e del sudore che scivola sulla pelle, del mare in cui si cerca refrigerio. Ogni dettaglio della vita cittadina, dalle chiacchiere sulle moleste zanzare al via vai dei venditori ambulanti, che importunano i passanti sul lungomare, viene immortalato dalla sua penna, ricreando un affresco che permette al lettore di immergersi nel cuore della città.

L’estate fa ribollire il sangue dei personaggi, di De Giovanni, esasperando le loro passioni: il commissario Ricciardi, che ha la maledizione di avvertire il dolore dei morti strappati con violenza alla vita, dovrebbe indagare sull’omicidio di uno stimato medico, ma è distratto dal pensiero di Enrica, la donna a cui non riesce a confessare i suoi sentimenti; Enrica ha deciso di recarsi a Ischia, ma il suo cuore non riesce a dimenticare Ricciardi; il brigadiere Maione vorrebbe aiutare il commissario a fare luce sul caso, ma è consumato dalla gelosia.

In una Napoli in balia dell’amore, di segreti innocenti o inconfessabili, sia gli investigatori che i sospettati, sembrano incapaci di controllare i loro sentimenti. Solo Bambinella, il femminiello che conosce tutte i pettegolezzi della città e svolge il ruolo di informatore, sembra non sentire gli effetti del caldo. Spetta a questo personaggio, androgino e affascinante, che può sentirsi a suo agio sia in un quartiere malfamato che in un elegante caffè del centro, aiutare Maione a ritrovare il sangue freddo. Bambinella, che di solito si diverte a prendere in giro il brigadiere e cerca sempre di metterlo in imbarazzo, rivela di poter essere anche un amico, un aiutante capace di dare buoni consigli.

De Giovanni scava nell’animo dei suoi personaggi, mettendone a nudo le passioni, con la perizia di un artigiano. In delle pagine più belle del romanzo, secondo me, descrive il lavoro di un orefice, la creazione di un capolavoro e, forse, anche di un’opera letteraria:

teneva dentro, per un tempo anche lungo, qualcosa che era soltanto un’idea, un’immagine, poi cominciava a lavorarci plasmando il materiale inerte, freddo, senz’anima. E a poco a poco veniva fuori qualcosa, magari anche più bello della vaga idea che aveva al principio; infine lo lucidava, ne smussava le asperità, eliminava le imperfezioni e si trovava davanti un gioiello che aveva senso di per sé, un autonomia estetica che prescindeva dal cuore e dall’anima di chi l’aveva voluto.

In fondo al tuo cuore è il romanzo perfetto da leggere in estate, anche nelle ultime settimane di agosto, quando la pioggia porta con sé il refrigerio e il fresco che aiuta tenere sotto controllo i demoni che si agitano sotto le maschere che ognuno si diverte ad indossare: le stesse maschere che tanto danno fastidio a Ricciardi, ma sembrano affascinare altri personaggi.

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