Gothic Festival

Penny (centesimo) + Dreadful (orribile, spaventoso, terribile, tremendo) = ?!?

Che cosa significa questa espressione, mi sono chiesta quando ho iniziato a guardare l’omonima serie TV, in onda su Rai 4. Pensavo che Penny potesse essere un nome di donna e riferirsi a una delle protagoniste e mi ero convinta che il mistero sarebbe stato svelato in un’altra puntata. Ho seguito i personaggi nei vicoli di un’oscura Londra vittoriana, infestata da vampiri e mostri e mi sono dimenticata del mio dubbio irrisolto.

In Penny Dreadful si danno appuntamento tutte le icone dell’immaginario gotico: il mostro di Frankenstein e il suo creatore, Van Helsing e Mina Harker, l’affascinante Dorian Gray, lupi mannari. I protagonisti formano una squadra di anti-eroi, capitanata da Sir Malcolm, un padre che ha un misterioso passato da avventuriero e sta cercando di ritrovare la sua figlia scomparsa, e da Vanessa Ives, una sensitiva posseduta da un’oscura presenza. I due insieme, insieme ai loro collaboratori, danno la caccia alle presenze sovrannaturali che infestano la città, nella speranza di ritrovare la fanciulla sparita. La trama ricorda vagamente Supernatural, ma qui entra in gioco anche una componente letteraria e meta-letteraria: gli autori di Penny Dreadful rivisitano i “mostri sacri” del romanzo nero, li fanno incontrare tra loro, ne riscrivono le origini e, nel frattempo, si divertono a citare Shakespeare e i grandi poeti del 1800.

My mother taught me many things. Among the most useful is that one must always have Shakespeare at hand. Frankenstein

Insomma, nel bel mezzo di questa “Festa del gotico” mi ero completamente dimenticata di quel titolo così bizzarro, sinché, la settimana scorsa, non ho trovato la risposta. Mi sono imbattuta in un documentario chiamato “The Art of Gothic” condotto da Graham Dixon (uno storico dell’arte che avevo già visto all’opera nello splendido “I buongustai dell’arte”). Dixon stava parlando delle due anime del gotico, quella legata ai “mostri generati dal sonno della ragione” e quella più luminosa, il Gothic Revival, che vedeva nel Medioevo e nei suoi ideali, una risposta alle angosce generate dall’epoca vittoriana. Il gotico oscuro ha generato non solo i grandi romanzi neri che, ancora oggi, continuano ad affascinarci e ad essere oggetto di nuovi remakes, ma anche un genere letterario minore: i Penny Dreadful. Queste pubblicazioni costavano un penny ed erano imbevute di sangue e orrore: narravano terrificanti leggende metropolitane come quella del diabolico barbiere di Fleet Street o mostravano infernali creature intente a seminare il panico nelle vie di Londra. Quindi:

Penny (centesimo) + Dreadful (orribile, spaventoso, terribile, tremendo) = vicende sensazionalistiche, terrificanti che hanno per protagonisti mostri e creature leggendarie che si aggirano per le strade della City.

Nella scorsa puntata di Penny Dreadful, il dottor Van Helsing ha mostrato a Victor Frankestein una raccolta di questi giornalini, ma, con il doppiaggio, si è perso il richiamo al termine Penny Dreadful. Il professore ha mostrato un numero in cui venivano narrate le vicende di un vampiro che, di storia in storia è passato dall’essere un efferato assassino a diventare una specie di eroe (Dixon dixit): un possibile riferimento alla caccia ai vampiri intrapresa dai protagonisti della serie, ma anche alla loro natura di mostri/detective del sovrannaturale.

Una volta risolto il mistero, non resta che immergersi nel mondo del gotico, tra i mostri che incarnano i nostri timori più profondi e in cui ci rispecchiamo (non credo sia un caso che in tanta letteratura nera ritorni il tema del doppio: dal ritratto di Dorian Gray al mostro di Frankestein che si confonde nell’immaginario con il suo stesso creatore, sino ad assumerne il nome). Gli incubi dell’Inghilterra vittoriana si prestano, come sostiene Dixon, ad incarnare anche le nostre angosce metropolitane. Allora, possiamo essere affascinati dalla nuova incarnazione televisiva dei Penny Dreadful e notarne i richiami meta-letterari. Ecco una lista di letture consigliate:

Il ritratto di Dorian Gray, Wilde
Karmilla, Le Fanu
Dracula, Stoker
I racconti del terrore, Poe
Frankenstein, Shelley

E per gli amanti dei fumetti:

D. Gray Man, Hoshino
Black Butler, Toboso
Arkham Asylum: una folle dimora in un folle mondo, Morrison

Buon viaggio nell’incubo.

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3 thoughts on “Gothic Festival

    1. Sono fumetti in cui, come in Penny Dreadful, vengono rivisitati alcuni aspetti del gotico: la creazione del mostro, l’uso della scienza, il castello del vampiro, il manicomio. Però possono non piacere: dipende dai propri gusti letterari 😉
      I libri, invece sono “sacri” da leggere e rileggere 🙂

      Liked by 1 persona

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