Le notti bianche

Le notti bianche copertina. NewtonCompton

Il mio cuore è sempre stato solo, scrive Pessoa in una delle sue poesie, e solo è anche il Sognatore protagonista de Le notti bianche. Il giovane vive in mondo di puro ideale, fatto di parole e sogni, in una città parallela a quella reale, in un suo riflesso allo specchio. La sua è una vita all’insegna della solitudine, sinché in  una notte splendida in cui le tenebre stendono un velo d’irrealtà su San Pietroburgo, passeggiando sul lungofiume, il Sognatore si imbatte in una donna sperduta, avvolta da un velo di tristezza.

Il primo incontro con Nasten’ka e i successivi, che scandiscono le loro notti bianche, spingono il Sognatore a confrontarsi con la realtà, con l’amore a mettere a nudo la sua anima. Allo stesso modo, Nasten’ka rivela di essere anch’essa una sognatrice, una donna che attende che il suo desiderio più grande si possa concretizzare. Man a mano che i due svelano la loro essenza, il lettore resta sempre più affascinato: le notti bianche sono simili a una discesa, una volta iniziate si va sempre più a fondo, si è sempre più coinvolti e si sfogliano sempre più febbrilmente le pagine.

Il Sognatore è un eroe imperfetto, incapace di sfuggire al suoi stessi pensieri e che può rifugiarsi solo nella notte, nelle tenebre che accolgono i sogni e trasformano la realtà, nell’oscurità che stilla deliziosi balsami celebrata da Novalis. Ogni pensatore, ogni vero amante della letteratura, non può non trovarsi rispecchiato, almeno un po’, in lui e nel suo ritratto:

Tipi del genere … vivono per lo più in un profondo isolamento, in cantucci inaccessibili, quasi nascondendosi agli uomini e al mondo, e, in generale, sin dal primo approccio vi salta agli occhi qualcosa di melodrammatico. Sono cupi e taciturni con il loro prossimo, sprofondati in sé stessi, ma amano molto tutto ciò che è lento, leggero, contemplativo, tutto ciò che agisce dolcemente sul sentimento o risveglia delle sensazioni. Amano leggere, leggere ogni sorta di libri…

Però, tanta sensibilità, tanta fantasia esige un prezzo: la solitudine. Il Sognatore è incapace di aprirsi al mondo, è soffocato da un eccesso di pensiero. Non si può non commuoversi di fronte alla sua solitaria figura: per vivere sono necessari i libri e i sogni, ma anche l’amore e la capacità di uscire dalle tenebre, per quanto affascinanti, e affrontare la luce del giorno. Vale la pena di rischiare di rimanere feriti, di uscire dal proprio rifugio, dalla propria soffitta, anche a costo di vedere svanire, come un miraggio, il proprio sogno.

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