L’elenco telefonico degli accolli

Copertina Elenco telefonico degli accolli. Zerocalcare

Una confessione imbarazzante: per anni, in fumetteria, ho ignorato le graphic novel di Zerocalcare. Passavo davanti alla Mole, mi infilavo nel negozio, davo un’occhiata alla copertina di Un polpo alla gola, esposta in bella vista, che mi attirava, ma non abbastanza da spingermi all’acquisto. Alla fine, ripiegavo sull’ennesimo Batman.

Tre anni dopo, mentre mi annoiavo a morte in aula computer, dall’ultima fila dove amavo trascorrere le mie giornate scolastiche/universitarie, mi sono accorta che uno dei miei compagni di corso stava leggendo un fumetto su internet. Dopo avergli chiesto spiegazioni, ho scoperto il blog di Zerocalcare. Risvolto positivo: fine della noia. Risvolto negativo: ho dovuto imparare a trattenere la mia ilarità, perché non potevo ridere davanti a tutta la classe, mentre scorrevo i suoi “disegnetti”. Per fortuna, ci sono riuscita e, poi, sono corsa in fumetteria per rimediare al mio errore.

“L’elenco telefonico degli accolli”, l’ultimo fumetto di Zerocalcare, raccoglie proprio le prime storie che mi hanno portata ad appassionarmi al suo stile unico: una miscela di humour; armadilli e personaggi storici che rappresentano lati della coscienza del protagonista; riflessioni più profonde di quanto può sembrare a una prima lettura. Il lettore non può non identificarsi nelle paranoie o situazioni che Zerocalcare descrive, ridere riconoscendo le sue citazioni. Però, se si ritorna a sceglierlo sugli scaffali, è soprattutto perché tra le sue storielle si nascondono delle riflessioni più profonde, dei temi come la famiglia o l’identità che ci toccano nel profondo.

In questo volume Zerocalcare si interroga su come sia possibile percorrere il sentiero delle uova, la vita, senza distruggerne troppe di quelle uova. L’autore si domanda se sia possibile mantenere l’ equilibrio, rimanere fedeli a sé stessi e allo stesso tempo portare il proprio fardello, il carico che bisogna sopportare, e che varia a seconda del tratto che si sta percorrendo. Una sfida resa ancora più difficile dagli accolli, persone che cercano di rifilarti lavori impossibili o di sottrarti una parte di energie e tempo e dal Demone della reperibilità:

…l’efferato demone della reperibilità.
“Io ti vedo sempre. So che hai visualizzato il messaggio. Hai scaricato la posta? Non hai scuse a Milano c’è campo pure sotto la metro.
Che novità portate miei fidi messaggeri losaiditim?

Non è facile vivere in mondo dove bisogna sempre essere connessi, dove tutti si aspettano che tu risponda ai loro messaggi in tempo reale e che il telefono diventi un’estensione del tuo orecchio.

Per riuscire a percorre il sentiero bisogna affrontare anche le insidie di internet, come i troll: Zerocalcare usa un altro nome, ma io sono abituata a immaginarli come degli orchi. Per sopravvivere bisogna anche prestare attenzione al sacro monito del Salvaognicinqueminuti (e qui casco male. Per esempio, avrei già dovuto salvare questo articolo).

Quindi, se avete bisogno di sorridere, di sentirvi rincuorati, quando dovete affrontare i pericoli di questo mondo 2.0 o se temete di aver già rotto tutte le uova che costellano la via, questo è il fumetto che fa per voi.

E anche questa volta sono sfuggita al Salvaognicinqueminuti… Tanto prima o poi mi toccherà pagarla e riscrivere da capo un articolo.

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