Il deserto dei Tartari

il deserto dei tartari fortezza bastiani

Quando Dino Buzzati scrisse Il deserto dei tartari aveva in mente di trasporre

in un mondo militare fantastico la monotona routine redazionale notturna

l’attesa di una notizia, dello scoop che può dare una svolta alla carriera di un giornalista. Nel libro, la redazione diventa la Fortezza Bastiani, situata al limite di un deserto: i soldati aspettano, consumano la loro vita, sperando che al di là del valico compaiano i nemici e, con essi, la gloria, la possibilità di difendere la patria, di diventare degli eroi.

Oggi, riprendendo in mano questo romanzo, ho avuto un’impressione diversa. Mi sembra che il nostro intero paese si ritrovi su quella fortezza, come Drogo, il protagonista del romanzo, scrutiamo l’orizzonte in attesa dell’arrivo dei nostri Tartari: chi non ha un lavoro, aspetta l’arrivo di un colloquio; chi svolge uno stage aspetta che si possa trasformare in un contratto; gli amanti aspettano uguali diritti per tutti; molti aspettano un’Italia migliore.

Il problema è che il tempo scivola via dalle dita, mentre si aspetta. Giovanni Drogo spreca i suoi giorni continuando a sperare, senza accorgersi di stare diventando vecchio. Buzzati insiste, come già Orazio, sull’inesorabile scorrere della vita, sulla necessità di prestare attenzione al qui e all’ora:

Così una pagina lentamente si volta, si distende dalla parte opposta, aggiungendosi alle altre già finite, per ora è solamente uno strato sottile, quelle che rimangono da leggere sono in confronto un mucchio inesauribile. Ma è pur sempre un’altra pagina consumata, signor tenente, una porzione di vita.

La Fortezza Bastiani è un piccolo mondo chiuso dove ognuno volge lo sguardo verso l’orizzonte, senza curarsi dei compagni. I rapporti d’amicizia, all’interno della guarnigione, sono praticamente inesistenti: Drogo è un uomo solo, solo con il suo sogno di gloria. Drogo deve combattere con un destino che sembra già segnato, con la disfatta che si avvicina di giorno in giorno.

Deserto dei Tartari screenshot film

Però la figura di questo eroe imperfetto, segnato nell’animo e nel corpo da un’infinita attesa, è carica di dignità. Buzzati spiega che è giusto credere in un ideale, ma che è bisogno assicurarsi di stare aspettando e combattendo per una giusta causa. Drogo riscatta la sua esistenza disgraziata solo nel momento in cui si rende conto che il vero nemico non sono i Tartari uomini simili a lui, tormentati come lui da desideri e dolori, di carne da poter ferire, ma lo scorrere inesorabile del tempo, il ticchettio delle lancette: bisogna assicurarsi di affrontare la vita con valore, prima che sia troppo tardi.

Leggendo il libro di Buzzati, ognuno di noi, in attesa sulle mura della Fortezza, può capire che, anche se il destino ci è avverso e sembra che nessuna opportunità ci si presenterà mai, è necessario ricordarsi di essere umani, di prestare attenzione ai propri affetti. Il vero deserto è l’aridità che invade i cuori di molti dei compagni di Drogo, incapaci di comprendere i sogni e le aspirazioni degli altri perché accecati da un miraggio.

Photo credits: “Il deserto dei tartari Bastiani” di Pèter – screenshot.Con licenza Pubblico dominio tramite Wikipedia –  “Il deserto dei Tartari film” di Pakdooik – Screenshot autoprodotto. Con licenza Copyrighted tramite Wikipedia

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2 thoughts on “Il deserto dei Tartari

  1. Lo lessi anni fa, non mi sono mai immedesimata nel protagonista ma di gente come lui ne conosco molta. Anche secondo me gli italiani non hanno più voglia di combattere per un’Italia migliore ed accettano tutto, anche che gli si tolgano dei diritti. Mi auguro che ricomincino a farsi sentire.

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  2. È uno dei miei preferiti (anch’io ne ho parlato nel mio blog). Drogo è l’incarnazione dell’ottusa volontà di aspettare che qualcosa accada per poi rendersi conto, quando veramente succederà, di non essere più in grado di fare nulla. Sono le occasioni perse, il rimanere rigidi su una posizione per non affrontare le mille possibilità che la vita chi potrebbe offrire. Un po’ come “Aspettando Godot”

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