La boutique del mistero

La boutique del mistero. Buzzati, Mondadori

Nella boutique del mistero di Buzzati sono esposte boccette di vetro, che contengono l’essenza dell’ansia, del timore, della morte, del destino, forse persino di Dio: sono una trentina di racconti imbevuti di enigmi.

Il numero sette, numero simbolico, da fiaba, ritorna spesso da I sette messaggeri a Sette piani: trasportando il lettore in regni da racconti delle mille e una notte, oppure mostrandogli una serie di gironi infernali che lo trascinano nel cuore dell’inquietudine, di quel mistero tragicomico che è la vita. Il reale e l’irreale si mescolano sulla carta, trasformando il mondo in un assurdo caleidoscopio, a prima vista, privo di senso. Solo dopo aver letto per intero una novella si possono ricomporre i pezzi, comprendere la verità che si cela dietro di essa, l’ammonimento nei confronti della stupidità e della cattiveria umana, nascosto tra le righe.

Buzzati non amava i paragoni, gli pesava essere continuamente paragonato a Kafka e, a volte, persino accusato di aver plagiato il grande autore praghese; però non si può non accostare la sua vena creativa a quella di Calvino e Palazzeschi: come loro, anche lui è un creatore di “aree fantasie” dietro cui si nascondono le meschinità del mondo moderno, le illusioni degli uomini. La sua grandezza sta nel mantenere il lettore sospeso sul filo del rasoio, sull’orlo della sedia, in attesa di una rivelazione, di un barlume di senso. In Una cosa che comincia per elle l’enigma può essere risolto sin dai primi capoversi,ma si aspetta comunque la sentenza, l’annuncio di un destino preannunciato; mentre ne Il Colombre l’autore si diverte a rovesciare i presupposti, a scompigliare le carte.

Ognuno di questi racconti è un gioiello che splende di luce propria, che si incide nella mente di chi lo legge sia per la sua struggente drammaticità (Il mantello) sia per il suo humour (Il corridoio del grande albergo). Tutti insieme, formano una collana preziosa, l’assortimento di questa strana boutique, in cui ognuno può scegliere la “moglie del sultano” che preferisce. Però, ognuna delle storie è legata dai temi cari a Buzzati, dalla sua sensibilità e dalla sua vena espressiva che ci hanno regalato un capolavoro come Il deserto dei tartari.

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