L’uomo gambero

-Non dirmi che ti piace questo anime?- disse, indicando lo schermo del televisore. (Almeno, credo che abbia detto qualcosa del genere, sono passati parecchi anni da allora).
-No, no figurati. Stavo solo facendo zapping, aspettando che tu fossi pronta.- Bugiarda.
Mi era bastato vedere una decina di minuti della prima puntata di Orphen per decidere che avrei seguito la serie. Come potevo resistere a quel mix di magia e humour?

Il protagonista dell’anime, Orphen, è cresciuto all’ombra della Torre della Zanna (una sorta di Hogwarts oscura), dove ha affinato le sue doti innate, sotto la guida del maestro Childman. La sua vita è stata improvvisamente sconvolta quando Azalie, una sua amica d’infanzia/la ragazza di cui è innamorato, durante uno sfortunato esperimento, si è trasformata in un orribile drago assetato di sangue. Dopo aver appreso, con orrore, che tutti gli stregoni della Torre erano intenzionati ad eliminare il mostro, Orphen ha abbandonato la scuola e si è messo alla ricerca di un antico manufatto in grado di restituire ad Azalie il suo aspetto originario. Durante il suo lungo pellegrinaggio, lo stregone rinnegato, che aspirava a compiere la sua missione da solo, si è ritrovato, suo malgrado, a condividere il suo viaggio con due giovani e a venire perseguitato da due fratelli imbranati. Il tutto mentre la Torre della Zanna continua a tramare alle sue spalle…

Però, lo devo ammettere, il mio personaggio preferito non è Orphen ma Hartia, il suo migliore amico. Il mago dai capelli rossi, è rimasto alla Torre, perché è a conoscenza di alcuni particolari ignoti al protagonista, ed è desideroso di aiutare il suo vecchio compagno. Peccato, che per non farsi scoprire dagli altri stregoni abbia deciso di ricorrere a un assurdo travestimento… Hartia è uno stregone abile e ha un grande cuore e un innato senso dell’amicizia, ma, allo stesso tempo, è un nerd e un imbranato: un vero eroe imperfetto. Ogni volta che si presenta davanti a Orphen, indossando i panni del suo supereroe preferito, combina una serie di disastri (es sfondare un tetto…). Però, se non fosse un combina guai non sarebbe altrettanto simpatico e adorabile.

Vale la pena di rivedere questo anime e di lasciarsi coinvolgere dalle disavventure di Hartia. Quanto a me, sono da anni una sua fan: è colpa sua se, anni fa, mi sono tinta i capelli di rosso.

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