Cronaca di una morte annunciata

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La fatalità ci rende invisibili

Santiago Nasar, il protagonista, o meglio la vittima, di Cronaca di una morte annunciata, diventa invisibile nel momento in cui viene pronunciata la sua sentenza di morte: i fratelli Vicario hanno giurato di ucciderlo, hanno allertato l’intero paese delle loro intenzioni; ma nessuno sembra disposto a riconoscere la loro minaccia, a “vedere” il pericolo incombente. Perfino la stessa madre di Santiago non si accorge che il figlio sta cercando di rientrare in casa, per sfuggire ai suoi assalitori, e gli spranga la porta in faccia.

Il narratore ricostruisce il clamoroso episodio, raccogliendo frammenti, echi di voci. Sono ormai trascorsi diversi anni, le tessere raccolte non combaciano: ognuno racconta una sua verità, si basa sulle sue suggestioni. Quello che è certo è che nessuno, nonostante si sapesse che stava per accadere qualcosa di terribile, ha deciso di scongiurare la morte di Nasar. Il Destino diventa una sorta di entità impossibile da contrastare, come accade spesso nei romanzi di Roth, però non tanto per un errore del protagonista, quanto per una sotterranea volontà comune degli abitanti del paese, che diventano tutti, chi più o meno consapevolmente, carnefici. Il romanzo di Màrquez ricorda per certi versi un racconto di Buzzati, Sette piani, in cui un uomo inizia una discesa infernale verso la morte, con il tacito accordo degli altri personaggi, che si limitano ad osservare il suo declino.

Sin dall’inizio, sul paese gravano dei presagi: il vescovo che dovrebbe omaggiare gli abitanti con una sua visita non si presenta; Santiago consuma la sua ultima colazione mentre le donne di casa sventrano dei conigli, anticipando il suo orribile destino; i fratelli Vicario sono dei macellai. Nasar appare come una vittima predestinata, segnata dal suo essere straniero: diventa un capro espiatorio con cui riscattare la vergogna di una giovane donna. I gemelli Vicario sono spinti dalla sorella a credere che Santiago l’abbia disonorata, ma non ci sono prove: loro stessi cercano di farsi fermare dagli altri abitanti del paese, gridano che stanno per commettere un omicidio. Eppure, nessuno decide di intervenire drasticamente. Negli ultimi minuti fatali, tutti si confondono, credono che la vittima sia già morta o che i Vicario siano stati dissuasi dal loro intento. La fatalità e una vena di crudeltà nascosta li hanno resi ciechi.

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