Qualcuno con cui correre

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Questo romanzo è un elogio della timidezza, del coraggio che conosce solo chi si sente piccolo, fragile e imperfetto:

Quello era un coraggio da fifoni, un esibizionismo da timidi, il gesto di sfida di quelli che hanno paura della propria ombra … Mostra a tutti cos’è l’esibizionismo dei timidi.

In Qualcuno con cui correre, David Grossman spiega cos’è l’esibizionismo dei timidi raccontandoci la storia di due adolescenti: Assaf e Tamar. Assaf è intrappolato in un’esistenza vuota, in giornate pigre che scorrono tutte uguali, nell’ufficio del Comune di Gerusalemme, sinché non gli viene affidato l’incarico di ritrovare il proprietario di un cane che si è smarrito. Il ragazzo si imbatte così in Dinka, un’intelligentissima e dolcissima cagna che lo guida per la città, alla ricerca della sua padroncina, Tamar. Di pagina in pagina, il lettore conosce sempre meglio i due protagonisti, due eroi imperfetti, e segue le due linee parallele della vicenda, aspettando che si incontrino.

Assaf ha il dono di sapere ascoltare gli altri, di catturare la realtà con il suo sguardo e con le foto che scatta, ma ha lasciato che il suo obiettivo si offuscasse, che la sua lucidità vacillasse di fronte alle ansie e insicurezze dell’adolescenza. Inseguendo Dinka incontra una serie di personaggi che gli aprono il cuore e incominciano a instillare in lui il desiderio di incontrare Tamar, una Tamar che appare diversa in ogni racconto. Certo, l’idea che tutti mettano a nudo la propria anima davanti al giovane può dare fastidio, può sembrare un espediente narrativo di basso livello: per riuscire a leggere Qualcuno con cui correre, bisogna accettare che nell’universo di Grossman la passione per le storie e l’empatia possano avere la meglio sul riserbo.

Assaf inizia a sentirsi attratto da questo enigma di ragazza, desidera imparare a conoscere la “sua” Tamar. La sua ricerca lo porterà ad aprire finalmente gli occhi su chi lo circonda e a capire che è necessario lasciare andare i falsi amici per trovare qualcuno a cui si possa davvero aprire il proprio cuore:

… il fatto è che da tanto tempo non sei più amico.- …. Per tutti quegli anni, in fondo, era stato piuttosto solo. C’erano sempre stati Roy e gli altri, avevano fatto cose insieme, erano andati alle feste, avevano riso delle barzellette … Ma cosa avevano fatto veramente in quelle decine di serate interminabili?… E dopo serate come quelle, vuote e senza senso, si sentiva come un pouf ripieno di migliaia di palline di polistirolo. Strano.

La solitudine di Assaf si rispecchia nel disagio di Tamar, nell’ansia che tortura la piccola “Watson”, una ragazzina che ha deciso di rinunciare a tutto per salvare il fratello tossicodipendente. Un piccolo, fragile fiore che diventa d’acciaio, quando si impegna con tutta la sua determinazione per aiutare chi ama. Un fragile uccellino che si trasforma in  fenice quando canta in pubblico con l’esibizionismo dei timidi. Una giovane complicata, imperfetta, che teme le manchi qualcosa, un pezzo per poter essere accettata dagli altri, per poter amare. Un pezzo di nome Assaf, che incontrerà al termine di un viaggio sulle note di canzoni indimenticabili come Starry Starry Night.

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