Quel fantastico giovedì

giovedi
Quel fantastico giovedì, John Steinbeck, Bompiani

Prendete un gruppo di personaggi pittoreschi, scansafatiche, prostitute, impiccioni, e riuniteli tutti nella stessa strada: il risultato è Quel fantastico giovedì di John Steinbeck, il sequel di Vicolo Cannery. In questo angolo di Monterey, tutti gravitano attorno alla figura del biologo Doc, il sole del loro piccolo universo. Quando l’uomo ritorna dalla guerra in preda alla malinconia, la comunità si mette in moto, con conseguenze esilaranti e terrificanti.

Nell’introduzione al volume, Luigi Sampietro paragona il romanzo a un musical; io ho avuto l’impressione che sia anche una sorta di antecedente delle sitcom: le location si contano sulle dita di una mano, mentre i personaggi si dilettano in battute e lazzi. Serve il grande talento di Steinbeck, per far scivolare liscia come l’olio una storia che potrebbe sembrare trita e ritrita: un gruppo di balordi si mette in testa di ammogliare a tutti i costi un loro comune amico. Serve un autore capace di infondere una grande vitalità e un grande carisma ai suoi personaggi, uomini e donne comuni, che vivono di espedienti e che, nonostante la vita gli abbia riservato delle belle batoste, credono ancora di poter sperare in un giorno perfetto, in un fantastico giovedì.

A tessere le fila della cospirazione, che deve portare Doc all’altare, c’è Fauna, una tenutaria di bordello che non ha nulla della diabolica Cathy de La valle dell’Eden. La donna ha un cuore d’oro e spera di trovare un buon partito per tutte le sue ragazze, compresa l’irrequieta e “peperina” Susy  che vedrebbe bene insieme al solitario biologo. Per riuscire nell’impresa, può contare sull’aiuto dell’intero vicolo. Gli abitanti di Cannery Row sono personaggi fuori dagli schemi, eroi imperfetti, che cercano di indossare i panni della Fata madrina e di Cupido.

Tra gli alleati di Fauna, spiccano i ragazzi del Flophouse Palace, che, tra una frode e l’altra, trovano il tempo di improvvisarsi sensali. Nel gruppo si distinguono Mack, il capobanda, e il giovane Hazel. A Mack tocca pronunciare la “dichiarazione d’intenti” di Steinbeck: questo è un romanzo dove le riflessioni dello scrittore si alternano alle vicende dei personaggi e dove ogni capitolo ha un titolo ben definito, per aiutare il lettore a ricordare e a ritrovare più facilmente i brani che lo hanno colpito. Hazel, invece, avverte su di sé il peso di una grande responsabilità: gli è stato predetto che diventerà il Presidente degli Stati Uniti. Un simile destino lo atterrisce e lo obbliga ad assumersi degli impegni, tra cui quello di assicurasi che Doc si sposi, anche a costo di rischiare di “fare secco” qualcuno nel tentativo…

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