Tre secondi

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Lo ammetto, quando ho scelto questo thriller, in libreria, non ero sicura della mia decisione: la trama, incentrata su una talpa che viene scoperta e deve riuscire ad evadere da un carcere di massima sicurezza, mi sembrava vista è rivista. Mi sono dovuta ricredere: Tre secondi di Roslund e Hellström è un romanzo capace di sorprendere anche il lettore più scettico.

Il libro è incentrato sull’incontro/scontro tra due eroi imperfetti dalla forte personalità: da un lato c’è Piet Hoffmann, nome in codice Paula, un ex criminale che lavora sotto copertura per la polizia svedese, con l’incarico di sgominare un cartello della droga; dall’altra il commissario Grens, un uomo con il cuore spezzato, che crede nel lavoro di detective e che dovrà fare i conti con un sistema che è sempre più intenzionato a fare affidamento sul lavoro degli infiltrati, anche a costo di insabbiare la verità, di sacrificare delle vite. Sono due uomini, abituati a confrontarsi con il lato più oscuro dell’animo umano e a fare affidamento su di sé stessi piuttosto che sugli altri.

Grens, mentre indaga su un omicidio collegato al traffico di stupefacenti, si scontra con il muro di reticenze che circonda l’attività degli informatori e finisce, suo malgrado per compromettere la copertura di Paula. Il detective si ritroverà coinvolto in una serrata partita a , in una gara d’intelligenza che lo metterà a dura prova: qualcuno ha truccato la carte. Attraverso le indagini di Grens, Roslund e Hellström restituiscono al lettore un quadro brutalmente realistico di un sistema in cui l’utilizzo degli talpe, di informatori che possono venire “bruciati”, traditi dagli stessi uomini che li hanno reclutati. Eppure, per il loro detective il nemico peggiore, l’avversario più duro da fronteggiare è il proprio inconscio:

(…) quando le urla, i telefoni sbattuti e i calci alla scrivania si esaurivano, si capiva che l’unica persona con ce l’avesse davvero era sé stesso. Ewert  duellava unicamente con i propri demoni.

Roslund e Hellström sono capaci di guidare il lettore nella psiche del commissario, di farci entrare in sintonia con lui. Lo stesso accadde con Paula: non possiamo che provare empatia per questo eroe imperfetto sottoposto a un’indicibile tensione emotiva. Le sue disavventure che, per certi versi, potrebbero essere un semplice remake di Prison Break, si caricano di tutt’altra intensità grazie alla capacità degli autori di rendere palpabile l’angoscia:

La sensazione che si era tenuto dentro per tanto tempo venne a galla, forte e chiara. La conosceva bene: un’inquietudine che prima gli serpeggiava nelle membra, poi mutava in angoscia quando cercava di darle un nome e, infine, arrivava in superficie come una rivelazione, potente e immediata.

Tre secondi non è solo un thriller adrenalinico, non è solo è un tuffo nel lato oscuro del sistema giudiziario, è anche un viaggio nella mente due individui condannati a due diverse solitudini: quella di chi è costretto a mentire, ad avvolgere la propria vita in una tela di bugie, contro quella di chi ha perso l’amore della sua vita.

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