Lo chiamavano Jeeg Robot

Prendete un ladruncolo qualsiasi, un uomo che vive di espedienti, cinico e solo, e un fiume sul cui fondo giacciono abbandonati dei barili contenenti misteriosa sostanza radioattiva. Un accanito lettore di fumetti si aspetterebbe che, da un momento all’altro, entrasse in scena un tizio vestito da pipistrello e che il rapinatore, dopo uno sfortunato tuffo, riemergesse dalla acque trasformato in un cattivo da fumetto. Invece no, perché Lo chiamavano Jeeg Robot gioca con le aspettative dello spettatore e rovescia un cliché: il balzo nelle sostanze tossiche c’è, al termine di una rocambolesca fuga; ma non entra in scena nessun supereroe perché spetterà al criminale assumere quel ruolo.

 Enzo Ceccotti (Claudio Santamaria) non ha nulla del classico eroe, né il bell’aspetto, né il carisma. Dopo aver ricevuto, dalle acque inquinate del Tevere, una forza sovrumana, non vuole pensare alle grandi responsabilità che derivano da grandi poteri: preferisce sfruttare il suo dono per intascare più denaro possibile. Peccato che sulla sua strada si parino una ragazza, Alessia (Ilenia Pastorelli), che ha subito violenze fisiche e psicologiche, ma che ha ancora un cuore puro e innocente e lo Zingaro (Luca Marinelli), un capobanda con un passato da valletto fallito.

Ad Alessia spetta l’arduo compito di trasformare il protagonista da coatto a eroe: dovrà aprirsi un breccia nel cuore di uomo che afferma di odiare tutto e tutti e che ha seppellito i suoi sentimenti dietro una corazza di astio e indifferenza. Questa principessa, questa gemma incrinata, che ha trovato rifugio nel mondo dei manga, per sfuggire alla realtà, dovrà convincere Enzo a rivestire i panni di Jeeg Robot. Sarà lei, di rosa vestita ed effimera come un palloncino (lo stesso palloncino che appare in due scene chiave del film) a indirizzare sulla giusta strada il protagonista e a fargli capire che  i cittadini della città eterna meritano di essere protetti.

Invece, lo Zingaro, come il Joker di Batman (penso soprattutto al cappuccio rosso del nuovo 52 o al clown criminale di Amanti e pazzi), resta affascinato da Enzo. Ad attrarlo non sono tanto le capacità acquisite da Ceccotti, quanto il “potenziale mediatico” insito in esse: l’aspirante villain vuole acquisire delle abilità che gli permettano di stare al centro della scena, di essere conosciuto e temuto da tutti. Il criminale interpretato da Marinelli intriga lo spettatore proprio per la sua fama di celebrità: non è difficile rivedere in questo cattivo truccato e in fissa con il numero di visualizzazioni, un lato oscuro che si nasconde in molti di noi, una vocina che ci sussurra che non diventeremo mai nessuno se non raggiungeremo un certo numero di like.

 

Il film di Gabriele Mainetti gioca con gli stereotipi del genere, per mostrarci cosa accadrebbe se un super eroe comparisse a Roma. In Batman Europa, l’ambientazione serviva da contorno alle vicende del cavaliere oscuro, mentre qui diventa parte integrante della trama. Enzo e lo Zingaro sono prodotti dello stesso ambiente, della stessa periferia problematica, ma scelgono strade diverse. La città eterna e dannata si fa sentire, sia nelle spettacolari panoramiche sia nell’accento dei personaggi, nel loro atteggiamento: il pubblico inveisce in romanesco durante la battaglia finale, mentre Enzo, con classe da vero coatto, lancia un gabinetto contro il suo avversario. Questo perché, come ha dimostrato Scott Snyder, il genere supereroistico deve guardare alle nostre metropoli, alle angosce che divorano i loro cittadini e al loro modo di vivere. E allora, ben venga questo nuovo eroe imperfetto romano.

Annunci

2 pensieri riguardo “Lo chiamavano Jeeg Robot

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...