Arkham Asylum

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JOKER: PESCE D’APRILE! AHAHAHAHAHAHAH

Il primo aprile, si sa, è il giorno degli scherzi, del mondo al contrario. Se poi avete la sfortuna di chiamarvi Batman, questa data rischia di crearvi un mucchio di problemi: potreste addirittura finire dentro un manicomio.

Arkham Asylum di Grant Morrison, opera onirica e ricca di riferimenti meta letterari, ci trasporta nelle viscere del tristemente noto manicomio di Gotham. Per il primo d’aprile, Joker ha organizzato uno “scherzo”, che si trasformerà in viaggio iniziatico nella follia: i matti , che hanno preso il controllo della struttura e tengono in ostaggio il personale, vogliono che Batman li raggiunga nella loro “casa”.  Potremmo aspettarci un’epica scazzottata, mosse di combattimento simili a quelle viste nei videogiochi della Rocksteady, invece no, non succede niente di tutto questo, perché l’opera di Morrison è un gioco del rovescio. Lo sceneggiatore ci presenta un uomo pipistrello inedito, soffocato da angosce e paure, un cavaliere oscuro che potrebbe apparire quasi “fuori dal personaggio”. Morrison ne è consapevole, sa di star maneggiando un mazzo di tarocchi, di carte che devono essere rovesciate per caricarsi di diversi significati: vuole che il Batman si liberi delle sue ossessioni, che compia, come Dante, un viaggio all’inferno, in grado di purificarlo.

In Arkham Asylum il manicomio diventa una presenza viva, un mostruoso essere vivente i cui muri trasudano secrezioni organiche. La particolare tecnica di Dave McKean, che fonde disegno e collage, e i suoi colori, da incubo, contribuiscono a creare un’atmosfera notturna, a dare l’impressione di essere entrati in un incubo impressionista, nel ventre di una bestia. Sembra che i semi del male, che si sono poi sparsi in tutta Gotham, abbiano avuto origine in questa villa dell’incubo. Questa “casa che sogna” ha portato alla follia Amadeus Arkham, il suo stesso fondatore, e continua a “infettare” chiunque varchi la sua soglia. Arkham è una malattia, un malsano tunnel dell’amore, senza uscita, che racchiude ogni tipo di ossessione. Si continua ad andare in circolo, rinchiusi in un labirinto grottesco che richiama le opere di Patrick MacGrath.

La chiave per entrare nell’abisso, nel cuore di tenebra della follia, sta nella sceneggiatura: Morrison illustra ogni passaggio, ogni simbolo, ogni dettaglio che deve ridestare la nostra attenzione. Visitare Arkham equivale a scendere nella buca del coniglio, a entrare in un distorto e distopico paese delle meraviglie. Batman è l’eroe, il San Giorgio che deve abbattere il drago ma che, scherzo di primo aprile, ha bisogno di un giullare, del folle Joker, per trovare la sua motivazione. Alla fine di questa favola dark e tenebrosa il lettore non può fare a meno di chiedersi se tutta la follia originata da Arkham non sia, in fondo, scaturita dalla sua stessa mente: siamo noi, con il nostro desiderio di storie, ad alimentarla, a continuare  a chiedere agli sceneggiatori di nutrirla. La testa a cui fa riferimento il Cappellaio matto, quella che secondo lui sogna la sua esistenza e quella degli altri pazzi, forse è proprio la nostra: una mente che ha bisogno di esorcizzare il male rinchiudendolo nelle pagine di un fumetto. Pesce d’aprile.

 

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2 pensieri riguardo “Arkham Asylum

  1. Bella scelta! Mi sono persa, delle due l’una: o il mondo è pieno di libri straordinari, o è il tuo scriverne che li rende tali. Stavolta però devo resistere, sono indietro con un paio di libri, un video e una degna risposta a un post (tutta “roba buona” che arriva da te)!

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    1. Ah, grazie mille 🙂 però il merito è tutto degli scrittori: ci sono un sacco di bei libri là fuori che mettono a rischio la solidità degli scaffali e il mio spazio vitale. Adoro trovare tanti splendidi post, dai tuoi giardini ai consigli letterari che mi arrivano, su internet.

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