1Q84 Libro 1 & 2: lune di carta

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In 1Q84 Murakami proietta il lettore in un mondo di carta, colmo di richiami metaletterari. Aomame e Tengo, due anime gemelle, due numeri primi che conoscono la solitudine e hanno fame d’amore, si ritrovano intrappolati in una Tokyo alternativa, originata dal potere della parola.

Tutto ha inizio quando a Tengo, insegnante di matematica e aspirante scrittore, viene chiesto di diventare un ghost writer: dovrà riscrivere La Crisalide d’aria, il romanzo della misteriosa adolescente Fukaeri. Il giovane accetta senza rendersi conto di stare per perdersi in una foresta letteraria, nel labirinto che tanto lo attrae perché:

Nella foresta dei romanzi, per quanto il nesso tra le cose potesse sembrare evidente, non succedeva mai di ricevere una risposta chiara. Era quella la differenza con la matematica. Il ruolo del romanzo, per dirla in modo sommario, era quello di mutare il problema, dandogli una forma diversa. (…) Era come una formula magica incomprensibile, scritta su un pezzo di carta.

Le parole trascritte da Tengo si tramutano in un vero e proprio incantesimo che confonde realtà e finzione: il mondo descritto da Fukaeri, inclusi misteriosi Little People, strani folletti maligni, e una seconda luna, acquista corpo e sostanza. L’insegnante si trova suo malgrado coinvolto in un gioco di cui non è possibile prevedere l’esito, ma che potrebbe portarlo a rivedere Aomame.

L’amore che unisce i due protagonisti è l’unico sentimento puro, in un universo in cui la passione sfocia sempre in violenza. Nella Tokyo descritta da Murakami le donne cercano sesso, senza tenerezza, come cacciatrici che diventano troppo spesso vittime, tramutandosi in corpi senz’anima straziati ed abusati. Chi guarda verso l’alto, cercando conforto e redenzione nella religione, rimane intrappolato in sette, regolate da assurdi precetti o viene assorbito nell’orbita dei Little People.

Il problema è che, mentre leggevo, continuavo a vedere la scenografia di cartone, dietro il mondo descritto da Murakami. La scrittura dell’autore è elegante come la stampa di un raffinato kimono e scorre limpida come acqua di fonte; ma non mi è stato possibile nemmeno per un istante, lasciarmi catturare dal flusso, dimenticare me stessa entrando nella storia: avvertivo sempre lo scatto di un meccanismo, la presenza un riferimento metaletterario che mi riportava fuori dal mondo di Tengo e Aomame. Come in Se una notte d’inverno un viaggiatore, l’elegante gioco letterario ha catturato la mia attenzione più della trama stessa, dei personaggi. 1Q84 è sia un omaggio al romanzo di Orwell, con i suoi Little People/Grande Fratello, sia un libro sull’arte della scrittura. Il testo, diviso in due libri, composti da ventiquattro capitoli, è una sinfonia trasposta su carta:

-Il clavicembalo ben temperato. Libro uno e due.

-Sì.

-Come mai lo dici indicando i numeri di serie?

-Per me è più facile ricordarlo così.

Per un matematico Il clavicembalo ben temperato era musica celeste. Era una raccolta di preludi e fughe composti utilizzando in modo uniforme tutte le tonalità maggiori e minori. Ventiquattro brani per ogni libro, quarantotto composizioni in tutto.

Penso che la lettura di 1Q84 richieda al lettore un sforzo, la capacità di muoversi in equilibrio su una trave, sospesa tra realtà e finzione. Bisogna cogliere i riferimenti metaletterari e utilizzarli, come frammenti di un caleidoscopio, per ricostruire il messaggio dell’autore, senza, allo stesso tempo, perdere di vista i personaggi, che abitano il mondo con due lune:

-Ma questo non è un romanzo. Stiamo parlando del mondo reale

Tamaru socchiuse gli occhi e guardò fisso il volto di Aomame.

-Chi può dirlo?

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