Strane lealtà

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Quando si viaggia in treno, percorrendo un tragitto che si conosce come il palmo della propria mano, bisogna avere accanto un compagno affidabile, capace di distrarti, di riempire i silenzi: un libro.

William  McIlvanney e il suo detective Laidlaw mi hanno accompagnata durante la mia ultima trasferta: il paesaggio delle Langhe, che sfilava fuori dal finestrino, si è improvvisamente trasformato nella campagna scozzese, una terra che non concede sconti  a nessuno. Penso che non ci sia niente di meglio che ritrovarsi per le mani il libro giusto al momento giusto: Strane lealtà era ed è il giallo perfetto da portare in viaggio, specialmente se la destinazione è un luogo carico di ricordi. Jack Laidlaw, nel romanzo, ripercorre le tappe della vita di suo fratello Scott, morto in seguito a un incidente d’auto. L’uomo di ritrova ad osservare i paesaggi conosciuti, intrecciando la storia della Scozia, e delle sue città, con la sua vicenda familiare:

La morte di una persona può essere come un chiarore improvviso che illumina il posto in cui ti trovi. Ti rendi conto con stupore di quanto ti sei allontanato dal luogo in cui eri diretto, di quanto sia diverso il terreno da quello che ti aspettavi. (…)

Il paesaggio era più che un paesaggio. Era anche una mappa privata di domande e messaggi. La campagna e i villaggi che attraversavo sembravano una innocente testimonianza della coesistenza di uomo e natura, ma per me testimoniavano la stranezza di ciò che ero diventato.

Laidlaw è inquieto, avverte che dietro la scomparsa di Scott si cela un mistero: ha l’impressione che molti vogliano cancellare, il più in fretta possibile, ogni traccia dell’esistenza di suo fratello. Jack intraprende una vera e propria queste cavalleresca, una ricerca che dovrebbe dargli la pace, ma che sembra destinata al fallimento, a scontrarsi con un crescente muro di omertà. Il detective di McIlvanney non è un eroe dall’armatura lucente, lui stesso si paragona all’oscuro Mordred: avverte su di sé il peso di una maledizione che lo spinge ad affondare nel fango, nella melma nei sentimenti e segreti più oscuri, per portare a galla la verità. Laidlaw non può rinunciare ai suoi valori, al suo senso del dovere, anche a costo di avvicinarsi pericolosamente al baratro dell’angoscia, della solitudine. Lui è l’eroe della sacralità del quotidiano, che McIlvanney ci restituisce attraverso la voce dei suoi personaggi e le sue descrizioni:

Una cucina al mattino può essere un giardino dei sensi. Raggi di sole entrano dalla finestra, come se William Blake avesse ricevuto l’incarico di annunciare la sacralità del quotidiano. Il caffè scende dal filtro con un rumore ritmico che sembra la pulsazione della normalità.

La chiave dell’indagine di McIlvanney sta proprio nella sacralità del quotidiano: un evento inaspettato ha sconvolto la vita di Scott, mentre delle strane lealtà lo hanno portato a mascherare il suo dolore dietro un’apparente normalità. A Laidlaw spetta il duro compito di scavare oltre la facciata, servendosi dei quadri che il fratello ha lasciato, come bussole per rintracciare frammenti del suo io, della sua psiche. Il viaggio di Jack si rivelerà una discesa agli inferi alla scoperta di segreti inconfessabili che avvelenano quanto c’è di sacro nel quotidiano.

 

 

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5 pensieri riguardo “Strane lealtà

    1. Sono contenta che ti ispiri. Il libro fa parte di una trilogia (Come cerchi nell’acqua, Il caso Tony Veitch, Strane lealtà) dedicata a Laidlaw, ma si può leggere benissimo per primo. Ho lasciato un pezzo di cuore in Piemonte (per non parlare di Torino) 😉

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      1. Siamo fortunati in Italia, abbiamo dei luoghi indimenticabili
        Ora a Torino hanno riaperto i giardini reali. Ci andavo nel periodo dell’Università. Non vedo l’ora di tornarci per vedere come sono ora! Mi hanno detto che meritano davvero!

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