Villa della Regina

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Spiego la mappa davanti a me e la osservo, in cerca di quegli angoli di città che non ho ancora esplorato, di quei tasselli a cui non so ancora associare un’immagine o un ricordo: iniziano così tutte le mie esplorazioni, le mie passeggiate più belle.

Lascio indugiare gli occhi sulla striscia azzurra del Po, per poi risalire verso la collina, sino a incontrare un semicerchio verde e l’indicazione Villa della Regina. Mi fisso in mente le coordinate e mi preparo a un tuffo nell’arte e nel verde. Esco e assaporo i colori del mercato di Piazza Giulia; lancio uno sguardo affettuoso alla Mole, vecchia amica dei miei anni universitari; mi lascio incantare, ancora una volta, dalla scenografica piazza Vittorio Veneto. Attraverso il ponte Vittorio Emanuele I godendomi il tiepido sole d’aprile e il fluire pigro del fiume. Davanti a me, si staglia la cupola azzurra della Gran Madre, la chiesa che ricorda un calice rovesciato ed è spesso associata alla leggenda del Graal. Fin qui tutto bene, sto giocando su un terreno familiare.

Le cose cambiano quando imbocco Via Villa della Regina. Mi ricordo di aver letto da qualche parte che la collina non è quello che sembra, che non è un blocco unico, come può sembrare guardandola dall’altra sponda, infatti si frantuma, si scompone in un dedalo di viuzze. La città si allontana e si ha l’impressione di stare entrando in campagna. La strada sale serpeggiando tra sprazzi di verde e case sparse. Proprio quando sto iniziando pensare di aver sbagliato percorso, intravvedo un cartello che mi invita a proseguire per altri centro metri. Eccola, la sublime rivelazione: la villa mi appare in tutto il suo splendore. Un piccolo gioiello seicentesco incastonato in una cornice di fontane e belvederi.

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Mi aggiro per il parco, ammirando le statue e il magnifico panorama: posso abbracciare tutta la città con uno sguardo. Mentre assaporo ogni dettaglio del paesaggio, il mio sguardo si posa su una vigna, la vigna della Regina: il vigneto reale è stato riportato agli antichi splendori e insieme alle rose, sulla collina fiorisce anche un vino ricco di storia.

Un passaggio mi conduce all’interno della villa dove trovo ad aspettarmi una teoria di stanze, di gabinetti decorati all’orientale che si affacciano sul retro del giardino. Ogni sala è una rivelazione, un tuffo nel passato. Un tesoro da scoprire e riscoprire.

Per saperne di più:

Villa della Regina 

ArtiTo Beni Culturali 

Vigna della Regina

(Photo credits: Di Marco Plassio, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0,  https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=12004723)

 

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