Patagonia Express

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Ingannare l’attesa. Imbrogliare il tempo, lasciando che il corpo resti fermo, mentre la mente viaggia a mille miglia di distanza. Conosco un solo modo per riempire i minuti, in una sala d’attesa o in un’aula prima che cominci una lezione, per cancellare l’impazienza e la solitudine: avere un libro un borsa.

Così Patagonia Express, un libretto sottile, ma ricco di storia ed emozioni, è diventato il mio compagno di viaggio in una mattinata che prevedevo all’insegna dei ritmi della burocrazia. Luis Sepúlveda con poche parole è capace di ricreare un mondo, di tratteggiare l’anima della Patagonia. In dodici “appunti” fa rivivere tutto il fascino dell’esplorazione, della continua scoperta e riscoperta di luoghi a lui familiari, di una terra che gli appartiene e sfugge allo stesso tempo.

Il percorso è ricco di incontri, tra tutti quello con Bruce Chatwin che getta il seme per la nascita di questo volume, di voci amiche e di fantasmi che accompagnano lo scrittore cileno nel suo pellegrinaggio nella Terra del Fuoco. Ogni incontro alimenta la fiamma, la passione per il viaggio e rappresenta un tessera di un mosaico variegato: ognuno racconta un pezzetto della sua terra, dai problemi politici alle leggende. La vita vera diventa più surreale delle stesse menzogne che si raccontano in uno strano campionato:

Al calar della notte i gaucho continuano a raccontare le loro bugie accanto al fuoco. (…) -Bella la bugia del pidocchio,-commenta Baldo.
-E questo cielo? E tutte queste stelle? Sono un’altra bugia della Patagonia, Baldo?-
-Che importa? In questa terra mentiamo per essere felici. Ma nessuno di noi confonde la bugia con l’inganno.-

La vita diventa poesia, in una terra dove i legami, anche tra uomini e animali, assumono un’intensità particolare, che li rende degni di essere cantati dai più grandi autori. Come nel caso della struggente amicizia, destinata a un tragico epilogo, tra un bambino invalido e un delfino capace di comprenderlo, di dargli una ragione per affrontare la vita con un sorriso, nonostante la malattia.

Patagonia Express fa venire voglia di seguire il percorso di Sepúlveda su una mappa, di consultare blog di viaggi alla ricerca di immagini della Patagonia, di scorci delle città e dei luoghi citati. Non solo, visto che questa raccolta è nata come un taccuino di viaggio, ti prende anche un’irrefrenabile desiderio di comprare un’agenda o anche un semplice quaderno su cui annotare le tue esperienze di vita o su cui conservare le impressioni della tua prossima vacanza. Ti viene da pensare che, nonostante i tanti vantaggi del digitale, valga proprio la pena di riprendere una penna in mano, di lasciar scorrere i tuoi pensieri e, perché no, di provare a fare uno schizzo del mondo che ti sta intorno, di fissarlo su carta. Non male per un semplice libretto.

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