Dirk Gently, agenzia investigativa olistica

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Avete un libro o un autore del cuore? Uno scrittore che vorreste conoscere o aver conosciuto? Ricordate interi capitoli dei suoi libri e non vi stanchereste mai di leggerli, rileggerli e parlarne.

Questa è la storia dello scrittore preferito di mio padre: Douglas Adams. Sin da quando avevo dieci anni, ho sentito parlare di astronavi, asciugamani e Guide galattiche per autostoppisti e ho provato il desiderio di incontrare il mio romanzo del cuore, quello di avrei continuato a discutere per anni. Tra tutti i libri di Adams, ho deciso di parlarvi di Dirk Gently, agenzia investigativa olistica, quello che più mi ha colpita. Inutile dire che questa recensione è dedicata a mio papà: visto che ho letto questo libro per colpa/merito suo.

La storia si apre in quello che potrebbe essere il classico college inglese, turrito e pieno di vecchi professori interessati solo alle loro materie. Peccato che tra di loro si nasconda un Dottore piuttosto speciale. Dottore chi? Il professor Cronotis, che renderà felici tutti quelli di voi che sono in crisi d’astinenza da una famosa serie televisiva e che non amano molto il nuovo volto di un certo viaggiatore del tempo. La sua presenza, all’interno dell’istituto, è destinata a scatenare una serie di eventi, tra cui la misteriosa apparizione di un cavallo in un bagno, che potrebbero portare alla fine del mondo.

L’eroe imperfetto a cui tocca tirare insieme le fila della trama e ricostruire una catena di eventi alquanto bizzarri è forse il peggior detective di sempre: Dirk Gently. Dirk, lo pseudonimo dietro cui si nasconde Svald, un uomo che ha avuto dei problemi con la giustizia a causa delle sue capacità “olistiche” e sensitive. Dirk ha tutte le carte in regola per essere un imbroglione e un poco di buono: non paga la sua segretaria e non pulisce mai il suo frigo; ma questa è un’altra storia. Eppure, le sue strane doti gli permettono di comprendere che sta per accadere qualcosa di sconvolgente e di compiere deduzioni degne del miglior Sherlock Holmes. Peccato che nel frattempo, non riesca a resistere all’impulso di far gettare qualcuno in un canale o di compiere giochi di prestigio di dubbio gusto.

Preso nel mezzo, tra le bizzarrie di Cronotis e quelle di Dirk, c’è il povero Richard, un programmatore, che avrebbe preferito continuare a preoccuparsi della sua vita sentimentale e del suo divano, che non ha mai trovato posto nel suo salotto perché è rimasto incastrato su per una rampa di scala. Non sarà facile ritrovarsi ad essere l’anello di congiunzione tra due personalità tanto eccentriche.

Dietro tutte le assurdità della Londra descritta da Adams si celano riflessioni più profonde, come quella sulla fede, incarnate da un Monaco Elettrico, e riferimenti letterari: Samuel Coleridge gioca un ruolo di tutto rispetto nella trama. Sta al lettore decidere se abbandonarsi alla follia, al nonsense, come i compagni di un certo Dottore o mantenere uno sguardo più critico. Buona lettura e attenzione a quello che dite: potrebbe esserci in giro un Monaco pronto a fraintendere le vostre parole, con conseguenze disastrose.

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