Atti osceni in luogo privato

atti

Imbarazzo totale. Immaginate di avere un appuntamento al buio con un ragazzo di cui amici, conoscenti e persone di cui sapete di potervi fidare non fanno che parlare bene. Però, mentre tutti riconoscono il suo indiscutibile fascino, voi siete perplesse. Questa è esattamente la stessa sensazione che ho provato leggendo Atti osceni in luogo privato di Marco Missiroli.

Il protagonista del libro si presenta: ciao, sono Libero Marsell, detto le Grand-Liberò. Questa è la storia della mia educazione sentimentale, dall’infanzia e adolescenza tra i Café esistenzialisti parigini, fino alla Milano dei Navigli della mia mia maturità. Da quando ho sorpreso mia madre insieme al suo amante, ho avvertito una lacerazione: una spinta ad affrontare il mondo dell’eros, a liberare i miei impulsi, a lasciarmi andare all’oscenità per trovare la felicità grazie alla passione. I consigli di un’amica bibliotecaria e le pagine dei libri hanno accompagnato i momenti chiave della mia recherche di un’innocenza ritrovata, di un’emancipazione sessuale ed emotiva:

Aprii il libro, c’era una specie di cattedrale bianca in copertina, lo odorai, anche lui sapeva di muffa. Lessi una pagina e le altre, e man mano che andavo avanti e seguivo questo giovane uomo che non decideva niente e aveva terrore di se stesso, ecco, io sentii il pericolo: il protagonista Giovanni Drogo ero io, e il mio deserto dei Tartari rischiava di essere me stesso.

Non sono rimasto chiuso nella Fortezza: ho preso in mano il mio destino, il controllo del mio sesso e grazie all’oscenità, un’oscenità vissuta tutta in una dimensione interiore, quasi filosofica. Dopo una serie di tentennamenti e passi falsi, ho trovato la chiave, la via per liberarmi dalla mia solitudine.

Questa è la storia che mi ha raccontato Libero. Sono rimasta ad ascoltarlo sino alla fine: si sa esprimere bene, il suo stile è elegante, però non mi ha conquistata. Tutto ruota attorno a lui, gli altri personaggi scompaio, ridotti a mere comparse; le donne che ha conquistato sembrano una galleria di farfalle morte inchiodate al muro. La sua sensualità si è spesso trasformata in prevaricazione ed è sfociata in ossessione, durante i primi atti del racconto: ha trovato un equilibrio, dal sapore piuttosto convenzionale, solo durante la maturità.

Caro il mio appuntamento al buio, amiamo entrambi i libri, ma non gli stessi autori: il tuo orizzonte filosofico è diverso dal mio, è un mare che non ho ancora esplorato e che non riesco a comprendere a pieno. Addio Libero, forse tra qualche anno riuscirò a capirti meglio.

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5 thoughts on “Atti osceni in luogo privato

  1. ‘Un equilibrio dal sapore piuttosto convenzionale’… rende l’idea… non so se possa esistere un traguardo meno desiderabile. Come sempre, ammiro la tua capacità di andare fino in fondo anche quando la scintilla con il libro non scocca: credo sia una forma di rispetto davvero rara. Ciao!

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    1. Grazie, ma temo che più che di rispetto si tratti di un’abitudine a cui mi hanno abituata anni di letture obbligatorie e di un vago senso di colpa: in fin dei conti sono stata io a scegliere il romanzo dallo scaffale, mi “tocca” arrivare sino alla fine ;).

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