Il bar delle grandi speranze

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La disperata ricerca d’equilibrio del cactus: sapevate che le braccia dei cactus spuntano perché la pianta cerca in ogni modo di restare in piedi, di non venire sbilanciata? L’ho scoperto leggendo Il bar delle grandi speranze, un romanzo in cui il protagonista cerca accanitamente la stabilità e affronta la vita tra cadute e delusioni.

Il titolo mi ha attirata sin da subito, come una sirena che mi prometteva di poter ritrovare le emozioni che avevo vissuto leggendo le vicende di Pip, vedendolo crescere e spogliarsi delle sue illusioni. J.R. Moehringer ha superato le aspettative: l’autore si mette a nudo raccontando la sua vita, gli ostacoli che ha incontrato lungo la strada, mentre regala al lettore una carrellata di personaggi dalla forte personalità. Impresa non semplice quando si è costretti a scegliere come ambientazione Manhasset e a confrontarsi con lo spettro di Fitzgerald.

L’esistenza di J.R. ruota attorno a un bar, il Publicans, un ritrovo di uomini, in cui cerca un sostituito, una guida con cui sostituire il suo padre assente. Il locale ricorda i pub fumosi di Dickens, è una specie di circolo Pickwick che raduna peccatori, ubriaconi e sognatori. La sua parabola sembra incarnare quella del sogno americano, sino a diventare un simbolo dell’America sempre più inquieta di oggi. Al Publicans si cade, ma ci si rialza anche in piedi: frequentando questo pittoresco locale J.R., che è alla ricerca del suo posto nel mondo, impara a conoscere sé stesso e ad apprezzare l’importanza di una buona storia. Gli incontri al pub gli permettono di accorgersi di quanto possa essere pericolosa l’attrazione verso il fallimento, verso la rinuncia:

Stavo lasciandomi alle spalle ogni precedente fallimento, sfuggendo alla forza di attrazione del fallimento, superando la mia infantile indecisione tra provarci e non provarci.

J.R., con il tempo, si rende conto che la sua bussola non può solo essere un’evanescente figura paterna, da sempre ricercata e sempre sfuggente. Per superare l’abbandono del padre, deve imparare a guardare con occhi nuovi sua madre e capire che una donna single e coraggiosa può essere un modello. Come Pip in Grandi Speranze, affronta una serie di disillusioni che lo fanno crescere, che lo aiutano a comprendere chi e cosa è davvero importante. Come Gatsby, rischia di perdersi in un mondo di festini alcolici e di lasciarsi frantumare il cuore dalla Daisy di turno, ma, per fortuna, riesce a non cedere ai suoi impulsi più oscuri, a scacciare i demoni che lo opprimono.

Per trovare l’equilibrio, come i cactus, J.R. deve imparare a guardare il mondo con occhi diversi, a conoscere meglio le storie delle persone che lo circondano, e, soprattutto, a leggere attentamente:

Ogni libro rappresenta un momento in cui una persona in silenzio – e quel silenzio è parte del miracolo, ricorda – cerca di raccontare a tutti noi una storia. (…) Diceva che non era un caso se un libro si apriva proprio come una porta. Inoltre, diceva, intuendo una delle mie nevrosi, potevo usare i libri per mettere ordine nel caos.

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