Sventura

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Dove eravamo rimasti? Nella puntata precedente, la giovane Madison si è ritrovata catapultata all’inferno e ha appreso che Satana è convinto di essere il suo autore, di aver scritto ogni singola pagina della sua vita terrena e ultraterrena.

All’inizio di Sventura, la nostra protagonista si ritrova in piena crisi di mezza morte: dopo aver trascorso la notte di Halloween sulla Terra, il Diavolo le ha impedito di ritornare all’inferno, costringendola a vagare sotto forma di spettro. Priva dell’appoggio del suo squinternato gruppo di amici defunti, il suo Breakfast Club, è costretta ad aprire un blog (sì, a quanto pare agli Inferi il wi-fi funziona meglio che a casa mia) per tenersi in contatto con gli altri e rimanere aggiornata sulle ultime news infernali.

Durante la sua vacanza forzata, Madison scopre che i suoi genitori ex-hippy e deliranti hanno fondato una nuova religione, basata sui consigli che era riuscita a inviargli con la speranza di spedirli all’inferno per poterli, un giorno, rivedere. Quegli sgangherati suggerimenti sono diventati la base del Burinismo, una dottrina che, anche se è riuscita a portare la pace nel mondo riunendo adepti di etnie e fedi diverse, rischia di causare l’Apocalisse e di condannare alle fiamme eterne milioni di persone:

Gentili Tweeter,
mollare scoregge, ruttare, togliersi le caccole e tirarle, lasciare le gomme masticate sulle panchine dei parchi. Queste sono le preghiere di una nuova grande religione mondiale e la colpa è tutta mia. (…) Perché le idee precipitose di un aspirante benefattore si traducono sempre negli ideali della civiltà entrante?

Mentre tenta di porre rimedio al suo madornale errore, Madison si ritrova a riflettere sulla esistenza, a ripercorrere i suoi passi, rendendosi conto che qualcuno sembra aver interferito con ogni sua decisione: i suoi nonni e i suoi genitori si sono sempre affidati a consigli provenienti dall’Inferno per educarla. Il tutto è sfociato in una terribile, grottesca, lotta con un “serpente” in un bagno pubblico (vietata a chi è debole di stomaco e da non leggersi assolutamente in presenza di altre persone. Mi chiedo se lo sceneggiatore di Batman vs Superman l’abbia letta: si spiegherebbe l’assurda storiella del barattolo di tè della nonna). La nostra eroina è destinata a grandi cose, nel bene o nel male: sta a lei provare a opporsi a un destino che sembra già scritto, per dimostrare di non essere solo un burattino nelle mani di un diavolo che assomiglia al Metatron di Supernatural.

In Sventura Chuck Palahniuk dà vita a un mito carico di humour nero, ricco di spunti di riflessione sul libero arbitrio e sulla religione, specialmente sulle preoccupanti derive a cui può portare quando si accettano ciecamente dei dogmi. Peccato che la struttura narrativa risenta della frammentazione in post e della mancanza del Breakfast Club infernale: Madison rimane sola sul palco per gran parte della vicenda e si sente la mancanza dei suoi compagni infernali, ridotti a meri commentatori. Solo Babette, la più misteriosa, tra gli amici della protagonista, gioca un ruolo importante e ci insegna che è bene diffidare delle apparenze.

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