Cose fragili

cosefr

Ci sono così tante cose fragili dopotutto. Le persone si spezzano così facilmente, e così i sogni e i cuori.

Le Fragile Things di Neil Gaiman sono una raccolta di racconti onirici, suggestivi, costruiti con maestria: singoli fili di una ragnatela lucente che si svela a fine lettura. Lo scrittore, nell’introduzione, ci svela la genesi di ogni frammento, mettendo a nudo una vena narrativa prorompente, un’ispirazione che sembra inesauribile: una foto, una canzone, un ricordo possono trasformarsi in una storia.

La raccolta Cose fragili è caratterizzata da un’atmosfera irreale, da ambientazioni che ricordano schegge di sogni o di incubi. Durante la lettura, si prova spesso una piacevole sensazione di déjà-vu perché, da un momento all’altro, “mostri sacri” della letteratura, come i vampiri, Sherazade e Arlecchino, possono fare capolino dalle pagine. Il gotico, il nero, la fa da padrone: diversi racconti strizzano l’occhio all’immaginario di Edgar Allan Poe. Un delizioso brivido d’orrore ci attraversa la schiena, mentre vediamo il mondo intero andare in pezzi, confondersi in un oscuro caleidoscopio, con la certezza che nel capitolo successivo tutto tornerà al suo posto.

Pescando nello scrigno delle cose fragili e preziose, scelgo i miei oggetti-racconti preferiti:

-Uno studio in smeraldo: la storia in cui Sherlock Holmes incontra il mondo di H.P. Lovecraft. Un racconto che rende omaggio alla tradizione dei Penny Dreadful e a tutti i mostri che si nascondono sia nelle viscere della terra sia tra le nebbie dell’Inghilterra vittoriana. Se amate il grande detective, vi accorgerete sin da subito che qualcosa è fuori posto, che c’è una nota di violino dissonante: alla fine, rimarrete piacevolmente sorpresi da un magistrale colpo di scena.

La camera nascosta: una rivisitazione della favola nera di Barbablù che mi ha ricordato le atmosfere di Crimson Peak perché la casa aleggia di fantasmi e il suo padrone sembra augurarsi che la vittima di turno riesca a fuggire:
Se sei saggia scapperai nella notte,
veloce fremente nel gelo
con addosso forse solo un velo di pizzo…

-Chi nutre e chi mangia: forse il più inquietante tra i racconti del volume, un vero e proprio incubo ad occhi aperti. Nutrirsi e nutrire diventano una maledizione, mentre l’amore, sempre ammesso che lo si possa chiamare così, si trasforma in cannibalismo, in annientamento. La bravura di Gaiman sta nel saper trasformare ogni frase in immagine, in un fotogramma di un film horror.

Si potrebbe avere l’impressione che niente sia destinato a salvarsi, che tutto debba andare in pezzi per colpa di un errore o di una maledizione, che le cose fragili servano solo a rompersi. Invece, non è così, in quelle Fragile Things è insita una grande forza:

Il cuore si può spezzare, ma è il più forte dei nostri muscoli, capace com’è di pompare sangue per lo spazio di una vita, settanta volte al minuto, e senza perdere quasi un colpo. Perfino i sogni, la più delicata e intangibile delle cose, possono dimostrarsi assai resistenti a ogni tentativo di distruggerli.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...