Voglio solo ammazzarti

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Gli effetti di Gomorra… sui lettori. Da quando ho iniziato a guardare la serie, si sono verificati due inquietanti fenomeni: le battute dei The Jackal mi risuonano in testa nei momenti meno opportuni e mi è venuta voglia di rileggere le avventure dello Zio, il boss che non si perde una puntata del Grande Fratello.

Lo Zio è il protagonista di due romanzi di Stefano Piedimonte: Nel nome dello Zio e Voglio solo ammazzarti. Il sequel, secondo me, supera di gran lunga l’originale, vuoi perché Piedimonte ha affinato il suo stile e le battute, vuoi per la comparsa di nuovi irresistibili personaggi. L’ho riletto tutto d’un fiato e ora sono pronta ad attirarvi nel delirante universo dello Zio.

Dopo essere stato tradito da Gessica, sua moglie, che lo ha consegnato nelle mani della polizia, il camorrista è in cerca di vendetta: deve riuscire ad evadere da Poggioreale per eliminare la sua non più dolce metà. Per fortuna, diversamente da Savastano, può contare sull’aiuto di Steve Ciops, un genio informatico che realizza app per latitanti. Quando lo Zio raggiunge Milano, la città-ragnatela, dove si nasconde Jessica, si ritrova al centro di una rete di cospirazioni: pensa di essere il ragno, ma non sa che alle sue spalle si sta svolgendo un complesso gioco di ombre, Talpe e traditori sono pronte a cambiare bandiera, più di una volta. Peccato che lui sia troppo impegnato a tenere a bada i suoi sottoposti: Germano Spic e Span,un killer preciso e letale, e Erripò, la versione bionda e cocainomane di Harry Potter. Neanche le sue “prediche” sembrano riscuotere il successo sperato:

-Quarta edizione, episodio diciotto.-
Rendiamo grazie a dio…
Chi era stato a sussurrare? Chi mai si era permesso?
Germano, figlio mio. Di questo mi renderai conto. Non so come e non so quando, ma me ne renderai conto. Quando il gallo canterà tre volte, quando apriranno i setti sigilli, quando tutto sarà finito, o anche prima, tu, Germano, me ne renderai conto.

I camorristi di Piedimonte sembrano usciti dalla parodia dei The Jackal, non è possibile mitizzarli, li si osserva con un sorriso sulle labbra. Allo stesso tempo, si riesce ad analizzarli con occhio clinico, a rendersi conto dell’abisso che si cela dietro la risata. Tra una battuta e l’altra, emergono squarci di una realtà più cupa, di un mondo dove il cuore umano diventa un contachilometri senza fine corsa:

C’è gente che ci nasce, senza il fine corsa. C’è gente per la quale non esiste scarto fra la morale e la propria coscienza, gente per la quale la morale stessa è la propria coscienza. Gente che non ha mai avuto rimorsi, o che ha imparato a non averne. Gente che sa essere non immorale, ma piuttosto amorale.

Il contachilometri diventa un elemento centrale in Voglio solo ammazzarti: c’è chi lo ha e chi non lo ha, chi si rende conto, improvvisamente, di essere sulla strada sbagliata. Piedimonte, come ne L’assassino non sa scrivere, apre una porta, uno spiraglio di luce: se hai ancora una morale, può capitarti di vedere la tua stella cometa, di avere una rivelazione, anche quando sei in nomination, a rischio eliminazione.

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