Il profeta dell’incubo

incub
Il profeta dell’incubo, H.P. Lovecraft

Visioni incantate e abissi di paura, splendore e orrore: sono ossimori che convivono ne Il profeta dell’incubo. H.P. Lovecraft, nel ciclo di racconti raccolti in questo volume, ci conduce in un viaggio attraverso la sua personale geografia del sogno. Solo i sognatori più arditi, coloro che non riescono a sopportare di vivere in un mondo arido e grigio, si spingono in queste pericolose e affascinanti lande.

Sergio Altieri, il curatore del volume, accoglie il lettore sulla soglia dell’incubo, lo guida nei meandri dell’universo immaginifico di Lovecraft, mettendo in luce ora l’aspetto gotico ora quello più onirico e lirico della sua produzione letteraria. Possiamo entrare nella mente del “solitario di Providence” e scoprire la genesi del Necronomicon, dei suoi eroi e dei suoi temi ricorrenti. Il mondo di H.P.L. brulica di misteriose presenze, di antiche divinità che aspettano nell’ombra: chi osa avvicinarsi troppo ai loro segreti è destinato a pagare a caro prezzo il suo peccato di superbia.

Nel ciclo del sogno domina l’idea della queste, della ricerca di nuove terre del sogno da mappare: come novelli esploratori, Randolph Carter e gli altri protagonisti delle novelle si mettono in viaggio e delineano nuove rotte. Descrizioni di città, che richiamano il fascino dell’estremo oriente e dei dolci ricordi d’infanzia perduti, si susseguono a visioni di abissi, di aree proibite su cui aleggia una mistica luce viola. Sulla carta geografica si susseguono mete desiderabili e Colonne d’Ercole che non devono essere oltrepassate:

Fu quindi al suono di quella melodia che la Nave Bianca avanzò nella bruma al di là delle colonne dell’Occidente. E quando la musica ebbe fine e la bruma si fu sollevata, tutti noi potemmo vedere non la terra di Cathuria, bensì un mare insonne, improvvisamente agitato, il quale spinse il nostro impotente vascello verso una destinazione ignota.
Ben presto, le nostre orecchie percepirono il rombo lontano di acque che precipitano. Ai nostri sguardi, sull’orizzonte lontano, apparve la titanica nube di acqua disintegrata di una mostruosa cateratta: la cascata nella quale gli oceani del mondo si riversano in un nulla abissale.

Le acque si richiudono sul protagonista de La Nave Bianca, novello Ulisse dantesco condannato a pagare la sua infrazione, la sua smodata sete di conoscenza, con l’esclusione dal mondo onirico. Solo i navigatori più esperti sono capaci di trovare la “chiave del sogno” e conoscono le logiche e i suoi “mostri” del mondo oltre la soglia.

Ancora oggi, in un mondo che pure appare desolato come quello descritto in Azathoth, l’eredità di Lovecraft sopravvive: basta pensare ai grandiosi set de Il trono di spade o ai portali di Steven Universe che permettono di raggiungere luoghi la cui lucentezza cristallina non ha nulla da invidiare alla splendida Celephaϊs, per non parlare delle oniriche location di The Fall. L’eredità del “solitario di Providence” trova compimento in film incentrati sui mondi dell’incubo, come Onirica, e nella graphic novel Arkham Asylum in cui il manicomio, che deve il suo nome a una delle città create da H.P.L.,  si trasforma in “una testa che sogna”. Lunga vita a tutti i profeti dell’incubo.

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5 thoughts on “Il profeta dell’incubo

  1. E se ti dicessi che l’immagine di copertina richiama il passaggio di un incubo che ho fatto qualche tempo fa? Argh!
    Mi piace molto l’idea della queste, dell’esplorazione di mondi inattesi.

    [fuori topic: sono ancora alle prese con Yeruldegger + ieri ho comprato le prime strenne di Natale. Si, lo so, siamo solo all’inizio dell’autunno… forse avevo bisogno di una scusa per portarmi a casa Piume di Thor Hanson e Il re dell’uvetta di Fredrik Sjöberg. Ciao!]

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    1. Se è così appartieni alla categoria di sognatori che piaceva a Lovecraft, quelli che non si limitano a rivere ricordi o episodi della giornata, ma sanno andare oltre, creare nuove storie e immagini… anche se un tantino inquietanti (Ogni scusa è buona per fare incetta di libri ;))

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      1. Eh… non mi faccio mancare proprio niente… c’ho pure gli incubi deluxe!! 😀

        Sugli acquisti: sapevo di poter contare sulla tua comprensione… anzi… ci mancherebbe altro: il tuo blog mi carica a molla il desiderio di leggere e, al tempo stesso, mi lascia costantemente a piedi, ferma a guardarti sfrecciare sulle ali di libri sempre nuovi 😉

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