I segreti di Parigi

 

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I segreti di Parigi

Immaginate di ritrovarvi all’improvviso a Parigi, a passeggiare sul lungosenna: accanto a voi c’è una guida fidata, un amico pronto a raccontarvi i retroscena, le storie che si nascondono dietro edifici apparentemente anonimi o monumenti che sembrano non avere più niente da rivelare. Mentre leggevo I segreti di Parigi di Corrado Augias ho avuto davvero l’impressione di stare esplorando la metropoli in compagnia di un suo grande conoscitore, di vedere di là della sua facciata più conosciuta e turistica:

I luoghi, le opere d’arte, gli oggetti, “logorati” dalla loro stessa celebrità, si appiattiscono e diventano una sorta di illustrazione a due dimensioni, di “figurina”. (…) E quando un oggetto o un luogo diventa una figurina, non fa molta differenza guardarne la riproduzione in televisione l’originale nella realtà: in un caso o nell’altro, ciò che vediamo è una silhouette impersonale, mentre il nostro desiderio vorrebbe percepirvi tutto lo spessore della vita.

Come si può restituire lo spessore a luoghi visti e rivisti in tv? Augias propone di guardare dietro le quinte, di acquisire una conoscenza mentale dei luoghi: solo ricostruendo le stratificazioni, i cambiamenti che si sono susseguiti di epoca in epoca, solo prestando orecchio agli echi che ci arrivano dal passato è possibile cogliere la vera anima di una città. I tredici capitoli del libro sono delle vere e proprie passeggiate in cui l’autore mette a nudo i quartieri di Parigi, svelandoci i segreti che rimangono celati all’occhio di chi si sofferma solo sulle belle immagini da cartolina. Lo spostamento non è solo spaziale ma anche temporale: si scava nella storia, dalla Rivoluzione alla non poi così Belle Epoquè, rivivendo le esistenze di grandi personaggi, artisti e scrittori che hanno contribuito a fondare il mito di Parigi. Si passa con disinvoltura dai raffinati e scandalosi bordelli di Montmartre alle Catacombe, riunendo amore e morte, razionalismo e romanticismo.

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Montmartre rue de la place St Pierre en Wikipedia

Al centro del volume, una serie di scatti in bianco e nero permette al lettore-passeggiatore di ammirare i luoghi citati dall’autore: dal letterario caffè Procope, in cui amava fermarsi Verlaine, alla facciata di quai aux Fleurs, dove si trovano due medaglioni che raffigurano Eloisa e Abelardo. Viene naturale, cercare altre foto, come quella della melodrammatica iscrizione che campeggia nelle catacombe Arrêté! C’est ici l’Empire de la Mort! (Fermati! Questo è il regno della morte), per rendere la lettura il più possibile una vera e propria esperienza visiva, per ricostruire i singoli fotogrammi di un immaginario documentario mentale. Si può così scegliere di approfondire a piacimento la propria visita tra i segreti, decidendo su quale percorso soffermarsi di più, sia che si abbia un’anima più gotica, votata agli spettacoli del Grand-Guignol o che si preferiscano gli intrighi politici che hanno costellato la storia della capitale.

L’unico limite del volume è l’impossibilità di potersi rivolgersi all’autore, per commentare con lui i misteri di Parigi, per ribattere e porre altre domande. A fine lettura rimane un elenco di quadri e di libri citati: lo spunto perfetto per continuare la passeggiata, in compagnia di Van Gogh, di Victor Hugo e delle altre grandi anime i cui destini si sono intrecciati a quello di Parigi.

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