Cuore d’inchiostro

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Avete mai sognato di entrare dentro il vostro libro preferito, di diventare parte della storia? State attenti a ciò che desiderate: Cornelia Funke, nella trilogia di Cuore d’inchiostro, mette in guardia tutti i lettori, che vorrebbero “tuffarsi” dentro le pagine.

Maggie, la protagonista, è sempre vissuta in mezzo ai racconti: suo padre, Mo, è un “medico” dei libri, un restauratore. La sua vita è stata segnata da un’assenza, quella della madre, avvolta da reticenze e segreti. Finché, una notte, incontra un vagabondo, Dita di polvere, che sembra avere un conto in sospeso con Mo. Quella visita inaspettata, dà il via a una serie di eventi che porteranno Maggie a confrontarsi con verità sconvolgenti e a scoprire che suo padre possiede un dono che si è trasformato in una maledizione. Mo è una “lingua di fata”, un lettore straordinario capace di trasportare nel mondo reale oggetti e personaggi scaturiti dall’inchiostro.

Purtroppo, c’è un prezzo da pagare, per un simile prodigio: se qualcosa o qualcuno viene strappato via dalle pagine di un libro, per ristabilire l’equilibrio, una cosa o una persona devono essere risucchiate dall’interno della storia. Il padre di Maggie non è in grado di decidere chi resta e chi “scompare”: quando ha iniziato a leggere, ad alta voce, il romanzo Cuore d’inchiostro si è reso conto della reale, tragica, portata del suo dono. Mo ha evocato il cattivo del racconto, Capricorno, che si è messo a dare la caccia a tutte le copie del testo, per assicurarsi che nessuno possa strapparlo dal suo nuovo mondo, in cui si è ambientato a meraviglia. Il villain ha dei progetti in serbo per la “lingua di fata”: è pronto a sfruttare le sue straordinarie capacità, senza preoccuparsi dei danni collaterali.

La trilogia di Cuore d’inchiostro si basa su un gioco metaletterario: il mondo della storia e quello reale, si condizionano a vicenda. I personaggi “d’inchiostro”, sfuggono a un destino prestabilito, alle limitazioni che il loro autore gli aveva imposto. Allo stesso tempo, Maggie e, specialmente, Mo subiscono delle metamorfosi, quando entrano nel mondo al di là dello specchio, anzi della pagina. Cornelia Funke assegna un ruolo importante a Fenoglio, il creatore di Capricorno e di Dita di polvere, che si ritrova faccia a faccia con le sue creature. In una scena chiave, personaggio e autore si scontrano: è l’occasione per riflettere su alcuni meccanismi narrativi e sul destino. Fenoglio assumerà il ruolo di demiurgo e di manipolatore: gli altri si ritroveranno a fare i conti con i ruoli che lui vorrebbe imporgli e a ribellarsi alla sua autorità.

A fine lettura, il personaggio che si è conquistato un posto speciale nel mio cuore, è stato Dita di polvere: il mangia fuoco strappato alla sua famiglia e alla sua storia, l’anti-eroe che vorrebbe non avere legami affettivi. Mi ha conquistata per la sua fragilità, per le cicatrici che porta sul volto e nel cuore: all’inizio, si muove in una zona grigia, al confine tra il bene e il male, ma poi, è costretto a fare i conti con i suoi demoni. Cerca sempre di nascondere i suoi veri sentimenti, di nascondersi dietro una cortina di fumo e di fiamme, ma non riesce a proteggere il suo stupido, sentimentale ,cuore. Mi piacerebbe incontrarlo di persona, ma il suo mondo è troppo pericoloso: preferisco ritrovarlo, ogni volta che voglio, tra le pagine della sua storia.

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