Il teorema del babà

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Una copertina rossa, invitante, come una ciliegina su una torta e un titolo da far venir l’acquolina in bocca: sono stata subito attratta da Il teorema del babà di Franco di Mare. Ero in biblioteca e ho deciso di concedermi il brivido di un appuntamento al buio, di scegliere così, su due piedi, senza nemmeno leggere la quarta di copertina.

Il risultato? Un incontro inaspettato, con un romanzo frizzante e allegro. Una storia di gustare come un dolcetto, specialmente se, come me, siete “reduci” da un mese di letture più impegnative e malinconiche. Questo libro vi saprà strappare un sorriso. La storia è ambientata tra fine novembre e il giorno di Natale, quindi, oltre ad essere “genuina” è anche di stagione, come gli ingredienti prediletti dal suo protagonista. Procolo Jovine è il titolare dell’unico ristorante di Bauci, ridente cittadina della costa amalfitana, uno chef che sembra conoscere la ricetta del successo: ama il suo lavoro e sua moglie. La vita scorre tranquilla nel piccolo paese, tranquillo teatrino di provincia dove ognuno ha un suo ruolo, finché non appare sulla scena Jacopo Taddei cuoco molecolare e stella televisiva.

Procolo si sente subito minacciato da questo tenebroso pirata, da questa specie di masterchef che sembra pronto a depredarlo di tutti i suoi clienti: Taddei ha osato aprire un locale dove si servono “porcherie” chimiche proprio in faccia al suo ristorante tradizionale. Jovine mette in campo tutti i suoi “santi protettori” per scacciare l’invasore: l’autorità politica e religiosa di Bauci non devono permettere a un uomo che posa seminudo per la pubblicità e che è sempre seguito da un codazzo di veline scosciate di gettare il paesino nel caos. Lo scontro sembra essere inevitabile, ma per affrontare un nemico bisogna conoscerlo. Chi è davvero Jacopo Taddei, “sua schifezza reale”? Perché ha scelto di cucinare con l’azoto? Cosa si nasconde dietro il suo cipiglio? La risposta sorprenderà Iacopo e lo aiuterà a fare chiarezza anche nella sua vita, a rivedere una ricetta che stava dando per scontata.

Il teorema del babà è un romanzo in cui la storia e le ricette si fondono: Franco di Mare illustra ai lettori alcuni celebri piatti, raccontandone la storia, il procedimento per renderli perfetti. La cucina, come la scrittura, richiede costanza, esercizio e amore. Bisogna saper fondere tanti ingredienti diversi, per ricreare un’alchimia capace di soddisfare il palato di chi assapora le parole. La stessa scienza, lo stesso tocco sapiente, serve anche in amore:

Riflettete: i profiterole sono il solo dolce cremoso al mondo che è fatto di tanti singoli elementi completi e indipendenti l’uno dall’altro, e tuttavia ciascuno di loro è parte integrante di un progetto più grande. Proprio come i tasselli di una storia d’amore, che la contengono tutta uno per uno, ma mostrano l’intera trama del racconto quando vengono messi assieme.

Il mio appuntamento al buio con un libro si è chiuso con questa dolce ricetta, che è riuscita a sorprendere il mio palato abituato a sapori più aspri. Ve lo consiglio se siete alla ricerca di qualche spunto per il vostro pranzo di Natale e di un’evasione dal grigiore e dalla pioggia di questo mese.

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