Drammi da lettore

 

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Leiura José Ferraz en Wikipedia

Lo so, Natale si avvicina e, probabilmente, dovrei stilare una lista di libri che potreste regalare ad amici e parenti, ma, come sempre, non riesco a entrare nello spirito delle feste invernali. Quindi, preferisco proporvi un altro elenco, quello dei miei peggiori drammi da lettore:


La serie in-finita: questa tragedia si verifica quando ti capita di appassionarti a una serie poco conosciuta, solitamente fantasy. Trovi con facilità il primo, magari anche il secondo volume, ma poi scopri che, a causa delle scarse vendite, gli altri libri non sono stati pubblicati in Italia. Inizia così una queste che ti porta a cercare i dispersi su Ibs e compagnia bella.

L’attesa infinita: quando l’autore annuncia che ha in mente di scrivere almeno sei sequel, ma non pubblica nessun libro. La saga si è interrotta sul più bello, mentre tu sei sul bilico di un cliffhanger e aspettati un tweet o un post che ti confermi l’imminente uscita del prossimo capitolo.

La crisi della terza stagione: avete presente quelle serie televisive che dopo un paio di stagioni diventano improvvisamente inguardabili (cough Sherlock cough)? Di puntata in puntata, la trama si fa sempre più contorta, mentre ti chiedi cosa diavolo sia successo agli sceneggiatori. Lo stesso succede, purtroppo, con alcune serie letterarie che, dopo un esordio esplosivo, ristagnano.

Pensavo di avere capito come funziona il gioco: ovvero di quelle volte in cui anche il lettore più navigato si imbatte in un libro che non gli piace. Pensavi di essere in grado di scegliere i romanzi più interessanti, di saper interpretare al meglio le quarte di copertina e, invece, ti ritrovi tra le mani un mattone che non riesci proprio a digerire.

Era meglio il libro: la delusione che attende il lettore davanti alla trasposizione cinematografica dei suoi libri preferiti. Cambiamenti improvvisi di trama, dialoghi e scene eliminati, attori che non assomigliano minimamente alla loro controparte cartacea e chi più ne ha più ne metta.

Liberamente tratto: quando la serie televisiva è molto, ma molto, liberamente ispirata al libro. Poi capita pure di sentirsi in colpa nei rari casi in cui la versione per il piccolo schermo risulta più accattivante di quella cartacea.

Gli scaffali bassi/troppo alti: due varianti dello stesso dramma. Alcuni librai nascondono delle vere e proprie gemme “negli scantinati” o “in cima alla montagna”. Allora ti devi trasformare in un lettore/esploratore: devi metterti a rovistare in ginocchio o alzarti sulle punte, aggrappandoti agli scaffali.

Il prestito: se tieni ai tuoi volumi, prestarli potrebbe essere un dramma (sto ancora aspettando che mia cugina mi restituisca tre romanzi, tra cui uno a cui sono particolarmente affezionata). Da una parte, vorresti contribuire alla diffusione dell’amore per la cultura, dall’altra vorresti ritirarti in un eremo con i tuoi “tessori”.

I libri buttati: mi è capitato di vedere uno scatolone di libri abbandonato tra i rifiuti. Visto che siamo vicini al Natale (spirito natalizio se ci sei batti un colpo) potresti evitare questa strage chiedendo alla biblioteca più vicina se esiste la possibilità di donare i romanzi che non ti interessano più.

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