I cento giorni

I cento giorni

Vi siete mai fermati a guardare un tramonto, ad ammirarne il fiammeggiante splendore? Non  pensate ai crepuscoli rosati e romantici, che colorano il cielo di Firenze quando si avvicina la bella stagione, ma a quelli dorati e rosseggianti, maestosi e decadenti. Leggere il romanzo storico I cento giorni di Joseph Roth per me è stato come assistere a un tramonto, a quello dell’imperatore Napoleone.

L’autore regala al lettore una prospettiva inedita, un nuovo sguardo sul grande condottiero, ritratto nella sua spirale discendente. Un Napoleone fragile, in preda ai dubbi, sospeso tra la volontà di combattere fino alla fine e il senso di una sconfitta ormai inevitabile. Un uomo solo, accerchiato da ministri di cui non si fida e da un popolo che non riesce davvero a comprendere. Parigi è divisa tra chi ancora lo osanna, dopo il ritorno dall’esilio e chi ha già capito che la disfatta definitiva, Waterloo, è dietro l’angolo.

I Cento giorni colgono l’essenza di un momento storico travagliato. L’attimo in cui, con il ritorno dell’imperatore, il tempo sembra riprendere a scorrere per un’intera nazione, ma solo per scandire la corsa verso la disfatta. La sabbia scivola nella clessidra del fato, intrecciando il destino di Napoleone con quello di una delle sue domestiche, Angelina. Da una parte abbiamo il potente, l’imperatore le cui ali di cera si stanno sciogliendo e che si sta rendendo conto di andare incontro al baratro, dall’altra la donna che lo idolatra. Angelina è ingenua, innamorata disperatamente e ciecamente del generale vittorioso che sta andando in pezzi. La domestica ignora le voci di chi prova a dissuaderla dalla sua ossessione, a ricordarle che i piccoli rischiano di bruciarsi se si avvicinano troppo al sole. Il tramonto aspetta sia Napoleone sia Angelina: entrambi sono destinati alla sconfitta.

I cento giorni è un romanzo dalla straordinaria potenza visiva: le parole di Joseph Roth si trasformano in scene, in fotogrammi di un film in costume. Davanti al lettore prendono vita grandi scene di massa, dove sono protagonisti il popolo e i soldati, seguite da drammatici primi piani dell’imperatore che raccontano il dramma di un dio che improvvisamente si riscopre uomo. Piccoli dettagli, oggetti-simbolo appaiono e scompaiono davanti ai nostri occhi caricandosi di significato: dal fazzoletto su cui Napoleone aveva tracciato la mappa di tutte le sue sanguinose campagne, destinato a macchiarsi di sangue, al crocefisso spezzato sotto i suoi piedi, preannuncio del tramonto del superbo imperatore.

L’autore mette in scena un dramma lontano dal clamore e dall’azione della battaglia. Una tragedia intima, vissuta nell’animo di due personaggi che assistono alla fine di un’epoca. Angelina e Napoleone sono due corsi, destinati a non rivedere la loro terra natia. Davanti ai loro occhi, risplende per un’ultima volta l’oro della gloria, del potere, venato di rosso, prima del calare delle tenebre.

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