Come donna innamorata

come donna innamorata

Leggere Come donna innamorata di Marco Santagata, mi ha riportato alla mente gli alti e i bassi del mio rapporto con il Sommo Poeta. Una sorta di viaggio letterario, dall’inferno dell’incomprensione, al Paradiso di una consapevolezza.

La copia della Divina Commedia che usavo allo Scientifico è piena di scarabocchi: disegnini di un Dante in stile manga intento a stalkerare Virgilio o a venire preso in giro dai dannati. Quella era la mia muta ribellione contro parafrasi interminabili e incomprensibili. Solo all’università, ho imparato a guardare il Sommo con occhi diversi e ho riconosciuto la grandezza della sua vena poetica e della sua inventiva. Ho potuto leggere l’Inferno per intero, senza saltare i canti che di solito alle superiori vengono omessi per mancanza di tempo. Ma, sopratutto, ho incontrato la Dantista: una guida letteraria preziosa che sicuramente apprezzerà il romanzo di Marco Santagata.

Come donna innamorata è un viaggio nell’animo tormentato di Dante, un incontro con un uomo tanto geniale quanto imperfetto. Il libro segue la genesi della Vita Nuova e della Divina Commedia, un percorso creativo accidentato, segnato da dubbi e incertezze. Alighieri vuole trovare un senso alla sua esistenza, è ambizioso e desideroso di mettere in luce il suo talento. Il Dante di Santagata è destinato ad entrare nel cuore di chiunque stia cercando di farsi strada nel mondo, senza seguire le orme dei suoi genitori. Il poeta è alla ricerca di una sua personale visione artistica, dell’ispirazione che lo porterà a raggiungere il Paradiso. Peccato che sia destinato a pagare a caro prezzo ogni rivelazione, ogni frammento di illuminazione.

Come donna innamorata è diviso in due parti, in due pezzi del cuore di Dante: Beatrice e Guido. Beatrice è la dama che lo ha aiutato a farsi conoscere, la musa ispiratrice che, con la sua prematura scomparsa, sembra privarlo della possibilità di diventare un grande poeta. Sarà proprio la tragedia a obbligarlo a guardare oltre all’apparenza, a conoscere l’ombra di tristezza che si celava dietro gli occhi della bella donna. Dal seme del pianto, germoglierà la pianta rigogliosa della Vita Nuova. A sua volta, la Vita Nuova è il germoglio della Divina Commedia, opera legata a Guido Cavalcanti e agli anni dell’esilio. Guido è l’amico perduto e ritrovato, il Battista che apre a Beatrice-Cristo la via. Dal ricordo delle figure più importanti della sua gioventù, Dante trae nuova linfa vitale:

Aveva la sensazione che il suo viaggio nell’aldilà a mano a mano che saliva verso il paradiso, nello stesso tempo come se fosse ovvio, naturale, come fosse lo stesso viaggio, retrocedesse verso Firenze, verso la sua giovinezza.

Ed ecco che l’uomo sfiduciato, malaticcio, che soffre salendo le altrui scale, diventa improvvisamente un profeta, capace di salire al cielo. Dante ha saputo rielaborare ogni frammento di vita, riconducendolo a un disegno più grande, trasformandolo in poesia eterna. E forse è proprio davanti a tanta sicurezza, a tanta grandezza che risorge un po’ dell’antica incomprensione, che forse non è mai stata altro che invidia.

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