I segreti di Istanbul

Uno dei miei ricordi più vivi di Istanbul è quello di uno spazio vuoto: l’ippodromo. Un luogo che mi ha lasciata perplessa, che mi ha obbligata a confrontare le mie impressioni letterarie pre-partenza con la realtà. Conoscevo la Costantinopoli bizantina di Mosaico d’ombre, quella descritta da Tom Harper, e, sbagliando, mi aspettavo di ritrovarla nella città contemporanea, come se il tempo non fosse passato. Leggendo I segreti di Istanbul, storie, luoghi e leggende di una capitale, mi sono ritrovata nuovamente davanti a quel sorprendente vuoto:

Non è facile dare un significato a uno spazio vuoto; lo si dovrebbe guardare cercando d’immaginare perché i pochi resti disseminati qua e là conservino un qualche valore, a che cosa quel vuoto possa rimandare (…). Oggi i pullman delle agenzie di viaggio scaricano in continuazione masse di turisti che spesso si guardano attorno perplessi. È come se si chiedessero: “Perché mi hanno portato qui?” (…). Ma è anche un luogo carico di testimonianze, di queste dobbiamo parlare perché l’ippodromo è esattamente uno di quei luoghi di cui bisogna conoscere la storia per poterlo “vedere”, al di là del suo attuale vuoto.

ippodromo istanbul

Corrado Augias ci invita a conoscere la storia di una città, ad andare oltre alle prime impressioni, alla frettolosa visita turistica. Per capire Istanbul bisogna conoscerne le diverse anime, i mutamenti e gli sconvolgimenti che ha attraversato. L’occhio deve andare oltre l’apparenza, per ricostruire ciò che i secoli hanno cancellato. Per affrontare al meglio questo viaggio è necessario studiare, prepararsi leggendo e dimenticandosi dell’orientalismo, del generico piacere per ciò che ci appare esotico. L’autore ci guida attraverso i luoghi più interessanti, non sempre i più famosi, dell’altra Roma che si trasforma in un personaggio di cui dobbiamo conoscere le gesta, la biografia. 

istanbul

 

Le parole sono la chiave per allontanarsi “dalla semplice occhiata”, dalle classiche foto da cartolina. Augias ci consegna una bibliografia ricca e curata un vero e proprio invito a osservare la città attraverso gli occhi degli scrittori che l’hanno vissuta. Sono testimonianze che colgono aspetti diversi di Istambul, istantanee d’inchiostro scattate con gli occhi dell’Occidente (come quelle di De Amicis o di Gautier) o con quelli di uno stambuliota (Pamuk). Ricomponendo le diverse prospettive, l’autore ci regala il ritratto di città stratificata, che non si lascia comprendere da chi le riserva solo uno sguardo frettoloso. Scopriamo così i segreti di luoghi iconici come la vecchia stazione dell’Orient Express e di angoli meno conosciuti come il palazzo Camondo. Lasciamo i nostri panni da turisti per immergerci nelle vite di personaggi straordinari come l’imperatrice Teodora o Florence Nightingale. Passiamo dall’orrore dei campi di battaglia, alla luce dorata di Santa Sofia.

santa sofia

Sfogliare I segreti di Istanbul mi ha obbligata a confrontarmi con i ricordi della mia gita scolastica in questa città, che mi ha permesso di ammirarne le attrazioni più note , ma non coglierne lo spirito. Questo libro mi ha permesso di guardare a quell’esperienza con uno sguardo diverso, di integrarla con una nuova, più matura consapevolezza. Se proprio devo trovare un difetto, devo puntare il dito sulle foto racchiuse nel cuore del volume: avrei voluto trovarne di più.

Mi sono resa conto che l’ultima pagina è solo un punto di partenza: il viaggio continua nei volumi citati da Augias. Infatti, ho raccolto l’invito e sto già attraversando la città in compagnia di Pamuk, cantore della sua tristezza. Ma questa è un’altra storia, un altro capitolo. A proposito di nuovi capitoli, spero che anche per Istanbul se ne apra uno nuovo, più sereno: questa città magnifica, dalla storia travagliata, sempre al centro di grandi sconvolgimenti storici, si meriterebbe un po’ di pace.

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