Pamuk: Istanbul in bianco e nero

istanbul pamuk

Dopo aver letto  I segreti di Istanbul, ho avvertito come un senso di incompiutezza: avevo l’impressione che il mio viaggio attraverso la città non potesse ancora terminare. Arrivata all’ultima pagina, ho sentito il bisogno di cambiare guida, di affidarmi a un’altra voce, a un Virgilio che era stato citato più volte da Augias: Orhan Pamuk. Così sono partita alla scoperta della sua Istanbul, città di specchi, di riflessi, dominata dalla tristezza e dal bianco e nero:

Il mio punto di partenza era il sentimento provato da un bambino incantato a fissare i vetri appannati. Ma adesso arriviamo al momento che separa la tristezza dalla malinconia. Non si tratta della malinconia sentita da una sola persona, ma di quell’umore nero che hanno in comune milioni di persone, cioè la tristezza. Tento di parlare della tristezza di tutta una città: Istanbul.

Pamuk mi ha guidata in una passeggiata sentimentale, dove ogni angolo della città evoca una gloria passata, una tensione verso un irraggiungibile passato. Lo scrittore ha intrecciato la geografia delle strade e delle piazze con quella del suo albero genealogico, dei suoi ricordi. Mentre ricostruisce il cammino che lo ha portato a trasformarsi da bambino irrequieto, sempre alla ricerca di un suo doppio ideale, di un mondo immaginario oltre lo specchio, a scrittore affermato, l’autore cerca di capire come la metropoli lo abbia influenzato e ispirato. Un uomo scisso, diviso tra realtà e immaginazione, inquieto, si è rispecchiato in una città divisa tra Oriente e Occidente, tra un passato carico di storia e un futuro incerto.

istanbul ponte

La sua Istanbul non è quella favoleggiata dai viaggiatori occidentali dei secoli scorsi, a cui pure guarda con interesse e curiosità, né quella che conosciamo dai dépliant turistici: è un luogo carico di tristezza, di angoli segreti come gli anfratti più vulnerabili del nostro cuore. Una città che prende vita davanti ai nostri occhi grazie a parole poetiche e rivelatrici, affiancate da fotografie rigorosamente in bianco e nero. Una volta cancellati dagli occhi i colori sgargianti delle spezie, dei mosaici dorati e delle merci esposte nel Gran Bazar rimane lo scheletro, l’essenza. Un susseguirsi di stradine, di case di legno macilente, di passanti spersi: una bellezza struggente e fragile. Ogni luogo rievoca un passaggio del percorso di formazione dello scrittore, una tappa che lo ha portato a trovare il vero cuore della città:

Dove sta il segreto di Istanbul? Nella miseria che vive accanto alla sua grande storia, nel suo condurre segretamente una vita chiusa di quartiere e di comunità, nonostante fosse così aperta agli influssi esterni, oppure nella sua vita quotidiana costituita di rapporti infranti e fragili, dietro la sua chiara bellezza monumentale? In realtà ogni frase sulle caratteristiche generali di una città, sulla sua anima e sulla sua essenza, si trasforma in un discorso sulla nostra vita, e soprattutto sul nostro stato d’animo. La città non ha altro centro che noi stessi.

A fine libro, si prova il desiderio di sedersi davanti a una tazza di te turco, di chiudere gli occhi e immaginare di entrare in una di quelle malinconiche fotografie. Pamuk ci invita ad accordare le corde del nostro cuore per entrare in sintonia con la sua triste, fragile eppure bellissima Istanbul.

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3 pensieri riguardo “Pamuk: Istanbul in bianco e nero

  1. Ottimo consiglio di lettura! Pamuk è uno dei miei autori preferiti tra i contemporanei (insieme alla connazionale Shafak, che ho da poco recensito), ho letto molti dei suoi lavori e tutti mi sono piaciuti. La settimana scorsa, sulla scorta di tutto ciò, ho acquistato e letto “La donna dai capelli rossi”: sono rimasta delusa, non me ne capacito perché lo amo, ma questo ho fatto davvero fatica ad andare avanti, ad arrivare alla deludente fine. Non dico di più, che magari hai intenzione di leggerlo e non è detto che a te faccia lo stesso effetto….

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    1. In effetti da un po’ di giorno lo sto guardando mentre passo davanti alle vetrine delle librerie chiedendomi se comprarlo o no… A costo di spoiler farò affidamento su una tua eventuale recensione ;). Della Shafak ho letto la città ai confini del cielo e apprezzato le descrizioni della città. Amo chi sa descrivere al meglio la complessità di Istanbul. Buone letture 🙂

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