La bellezza e l’inferno

la bellezza e l'inferno

La miglior letteratura disturba. I libri sono fatti per scuotere le coscienze, per mettere a disagio il lettore, obbligarlo a riflettere. Sono parole che sono rimaste incise a fuoco nella mia memoria, tra le tante pronunciate nelle aule d’università. Un monito e allo stesso tempo una promessa: l’inchiostro e la carta sono dotati di un potere disturbante. Un incanto pericoloso, che dà fastidio, che impedisce di rimanere indifferenti e che è l’essenza stessa de La bellezza e l’inferno di Roberto Saviano.

Questo libro raccoglie una serie di scritti (anni 2004-2009) dove si ritrovano i temi che stanno a cuore a questo autore: il male e gli uomini che cercano di ostacolarlo; il dilagare della mafia e dell’oro bianco in polvere; la forza di è capace di superare i propri limiti; la letteratura come resistenza e opposizione. Argomenti che hanno trovato più ampio respiro in ZeroZeroZero e ne La paranza dei bambini. Vicende che hanno trovato la lor naturale continuazione anche in Imagine 2016: nuove scosse, una criminalità che continua ad evolversi e, per fortuna, anche nuovi grandi uomini e donne a cui guardare. La bellezza e l’inferno risuona di echi profetici che sembravano già preannunciare l’avvento della post verità, di un’era in cui un surplus d’informazione impedisce di distinguere tra fonti autentiche e non. L’infinita lotta tra bellezza e inferno continua:

Il titolo di questo libro vuole dire una cosa semplice. Vuole ricordare che da un lato esistono la libertà e la bellezza necessarie per chi scrive e per chi vive, dall’altro esiste il loro contrario, la loro negazione: l’inferno che sembra continuamente prevalere. (…) “Ma l’inferno ha un tempo solo, la vita un giorno ricomincia. È quello che credo, spero, voglio e desidero anch’io.

Ma Saviano scrive bene? Mi hanno chiesto una volta, lasciandomi momentaneamente spiazzata. La risposta è sì: ha un talento unico, una voce capace di trascinarti nelle vicende che sta narrando, di farti emozionare, una scrittura limpida. Dietro ogni parola si può scorgere l’uomo che soffre, l’autore troppo spesso calunniato, ma che non si piega, che continua a usare la sua scrittura per mettere a nudo la verità. Uno scrittore che disturba perché parla di quello che vorremmo dimenticare, di una linea della palma che ormai è diventata una coltre di polvere bianca che soffoca il mondo intero, di problemi che ci piacerebbe lasciare fuori dalla porta di casa. Saviano mi fa sentire a disagio, mi impedisce di affidarmi a troppi semplici giudizi e mi rende difficile guardarmi allo specchio.

La Bellezza e l’inferno dà fastidio perché entra nelle ferite, scava in un’umanità dolente. Però, è meglio lasciare aperta una piaga o aprirla per cercare di tirare fuori il marciume di risanarla?

Io resto spesso ferito anche dall’accusa di diffamare la mia terra, perché racconto queste sue contraddizioni. Sono invece fortemente convinto che raccontare significa resistere, raccontare significa fare onore alla parte sana del mio Paese, significa dare possibilità e speranza di soluzione. E che non è mai responsabilità di chi racconta, ciò che racconta. Non sono io ad aver generato le contraddizioni che racconto.

Voglio credere che i libri possano ancora cambiare il mondo, che siano in grado di entrare nelle coscienze come una spina, per darci fastidio per impedirci di chiudere gli occhi davanti alla realtà. Possano queste parole servire.

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4 thoughts on “La bellezza e l’inferno

  1. Io più che volerlo credere, ci credo proprio. Poi il mondo gira e si distrae, ma… pow! Poi arriva un altro bel libro e ricomincia la luce.
    Ammetto di essere più attratta dal bello e dall’ideale che spinta a scavare nelle pieghe (e piaghe) del male. Forse perché il tempo per leggere è poco e il desiderio di un altrove migliore è molto, molto forte 🙂

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    1. Tu sei capace di trasportare il bello su carta, pardon pagina web, quando illumini la giornata dei tuoi lettori con i colori e i profumi dei tuoi amati giardini. I libri e la natura ci servono per evadere dal grigiore e dalla tristezza. Buone esplorazioni letterarie e botaniche :).

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