Leopardi

Leopardi Pietro Citati

Una stanzetta appartata, uno scrigno traboccante di libri: in questa piccola sala, il sogno di ogni bibliofilo, ho incontrato Leopardi. Mentre mi aggiravo di di scaffale in scaffale, in biblioteca, un saggio ha catturato la mia attenzione: il testo che Pietro Citati ha dedicato al poeta di Recanati.

La copertina richiama subito alla mente la Natura matrigna del Dialogo con l’islandese, ma anche i panorami cari al poeta, anche se quello raffigurato non è un colle di Recanati. L’uomo chinato, che sembra prostrato dalle difficoltà, ci ricorda Leopardi, la sua fragilità.  Il saggio ripercorre l’intera vita di Giacomo Leopardi, dall’infanzia, sino agli ultimi giorni a Napoli. Citati regala al lettore una biografia dettagliata, dove l’esperienza di vita si intreccia saldamente alla scrittura, ai temi ricorrenti dei Canti e delle opere leopardiane.

Il giovane favoloso che alcuni di noi hanno conosciuto al cinema,  esce dalle pagine, per trasformarsi in una figura a tutto tondo, complessa, affascinante, ma anche contraddittoria. Uno spirito così grande e vasto può contenere ossimori, può abbracciare diverse correnti di pensiero e racchiudere nei suoi versi sia la pallida luce della luna che lo splendore del sole.

Il saggio stesso sembra possedere due anime: in Leopardi si alternano capitoli incentrati principalmente sulla vita del poeta di Recanati e altri in cui vengono analizzate nel dettaglio le sue principali opere. I primi sono ricchi di sottile ironia e catturano, con sapienti pennellate d’inchiostro i comprimari del protagonista: dal padre, uomo materno ma anche un carceriere, alle due Paoline. Qui si ritrova lo spirito del film Il giovane favoloso: sembra di rivedere alcune delle scene più memorabili. Dispiace solo scoprire che Rainieri, dopo aver convissuto con Leopardi, abbia finito i suoi giorni in preda alla paranoia e privo del suo giovanile fascino. I capitoli più tecnici, invece, sono più ostici e richiedono al lettore una maggiore concentrazione: si sente l’esigenza di rinfrescarsi la memoria con un’antologia di letteratura del liceo. Sono paragrafi che invitano all’incontro diretto con le opere, a sfogliarle e rileggere alla luce degli spunti forniti da Citati

Di pagina in pagina, impariamo a conoscere sempre meglio Leopardi, ad apprezzare non solo i suoi versi immortali, ma anche la sua forza di volontà. Il poeta ricerca l’infinito, la vaghezza, le immagini sublimi, ma si deve scontrare con la malattia, con la depressione, con un secolo troppo teso verso il progresso. Il  suo corpo si trasforma in un avversario, in una fonte continua di sofferenze, ma lui rifiuta di arrendersi, di soccombere:

(…) continuò a inseguire la felicità, sebbene sapesse che era un’impresa disperata. La ricercò sempre, come poteva. Sia a Pisa, nella tenue aria primaverile, tra le luci autunnali del lungarno; sia a Firenze, nel profumo di fiori che avvolgeva Aspasia; sia tra i gelati e le pasticcerie e i panorami di Napoli; sia nei raggi lunari che, sino alla fine, inargentano la campagna, fingendo mille illusioni tra le ombre e le onde e i rami e le siepi e le ville e le colline.

Una vita che è stata una splendida e tragica battaglia tra una fragilità insostenibile e una forza indomabile.

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