Non dopo mezzanotte

Non dopo mezzanotte Daphne du Maurier

Non dopo mezzanotte: il titolo sembra un monito, un invito a non proseguire la lettura nel cuore della tenebre, per non rischiare di rimanere svegli, in preda al terrore. Questo libro raccoglie sei storie “nere” e sottilmente inquietanti di Daphne du Maurier, tra cui Gli uccelli, da cui è stato tratto l’omonimo film di Hitchcock.

Sono racconti che non puntano tanto a terrorizzare il lettore, quanto a inquietarlo. L’angoscia nasce da un’alterazione, da un brusco cambio di prospettiva: all’improvviso la normale routine viene sconvolta da un avvenimento inaspettato, che turba la vita dei personaggi. Il destino diventa crudele e si accanisce contro la vittima predestinata di turno: chi legge sa sin da subito che non ci sarà nessun lieto fine, nessuna via di fuga.

Il volume si apre con Non voltarti, in cui la tranquilla vacanza veneziana di una coppia si trasforma in un appuntamento con la morte. Un semplice gesto, il girarsi per osservare due signore sedute a un tavolino vicino, dà l’avvio a un mortale domino: le tessere cadono precipitosamente, mentre il confine tra realtà e suggestione diventa sempre più labile. Il viaggio nell’incubo prosegue con Il melo, storia di un uomo diventa ossessionato da un albero in cui sembra essersi incarnato lo spirito della sua, mai amata, defunta moglie. Anche qui, il fascino della storia sta nella sua ambiguità: non possiamo fidarci di un narratore inaffidabile, né stabilire il limite tra psicopatia e sovrannaturale. Allo stesso modo, ne Le lenti azzurre, che mi ha riportato alla mente l’inquietante clinica di Sette piani di Buzzati, non è più possibile fare affidamento sui propri sensi.

La seconda parte del volume si apre con Gli uccelli: un paesino di campagna viene sconvolto dall’invasione di stormi di violenti e affamati volatili. L’unico a rendersi conto del pericolo, a comprendere che il mondo sta per diventare vittima di un’apocalisse piumata è un reduce di guerra. Seguono L’alibi e Non dopo mezzanotte, due racconti in cui sembra di cogliere un’eco dello spirito della perversione caro a Poe. Nel primo un uomo, all’improvviso, decide di pianificare un omicidio, senza immaginare che il suo delittuoso progetto avrà conseguenze del tutto inaspettate. L’ultima storia ci porta sulle soleggiate coste della Grecia, dove Dioniso, il dio che suscitava un sacro terrore in Orazio, è pronto a reclamare un’anima.

Non dopo mezzanotte offre al lettore una raffinata selezione di racconti, dove l’inquietudine regna sovrana. Non sono storie che fanno accapponare la pelle o tremare: sono parole che entrano sotto pelle, che fanno risuonare corde nascoste della nostra psiche, andando a toccare timori nascosti, ansie che la luce del giorno riesce a dissipare, almeno sino alla notte successiva.

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