Un terribile amore

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Come reagisci quando tutto quello che hai amato ti viene strappato dalle mani, quando l’uomo che credevi essere un angelo, un dio, si trasforma in un diavolo? In Un terribile amore, Catherine Dunne mette in scena il dramma di due donne, due percorsi segnati dalla violenza e dalla sofferenza, due storie che sono destinate ad incrociarsi.

Calista e Pilar sono donne intelligenti e determinate, ma hanno la sfortuna di incontrare la persona sbagliata. La prima, per ribellarsi a una famiglia che le sta stretta, cede all’illusione del principe azzurro: si sposa, affrettatamente, con Alexandrs l’affascinante e ricco sociopatico di turno. La seconda, invece, dopo essersi lasciata alle spalle il paesino natio e il fantasma di una madre che veniva regolarmente abusata dal marito, riesce a risorgere dalle ceneri, a diventare un’imprenditrice, almeno fino al giorno in cui si innamora di un uomo senza scrupoli. Entrambe pagano a caro prezzo i loro errori giovanili, e solo una di loro riuscirà a non farsi sopraffare dallo spirito della vendetta, a ritrovare i frammenti del suo cuore calpestato.

La scrittrice intreccia suggestioni letterarie, arricchisce l’ordito della trama con riferimenti alla mitologia, specialmente alla leggenda di Venere e Adone, e ad eroine del passato. Il fato delle due protagoniste ricorda quello di tante eroine tragiche sedotte e tradite come Arianna, Medea e la stessa Callisto. Alle suggestioni classiche, si alternano richiami alla modernità, a figure come quella di Jacqueline Kennedy, ad avvenimenti realmente accaduti nell’isola di Cipro, cosparsa di papaveri rosso sangue. Echi che si fondono per dare vita a un arazzo elaborato, a un testo che diventa più complesso e angosciante di pagina in pagina, sino a che i fili di Pilar e Calista si intersecano.

La tensione narrativa riguarda soprattutto l’arco di Calista, un crescendo tensione, mentre la spoletta si alterna tra ricordo e presente. Catherine Dunne strappa dai nostri occhi ogni velo, ogni falsa illusione per mettere a nudo un rapporto perverso. Perché bisogna parlare di violenza contro le donne, invece di fingere che il problema non esista. Mostrare il male, brutalmente, serve per metterci in guardia e ricordarci che, come direbbe Ermal Meta, l’amore non colpisce in faccia mai:

Mentre escono dal ristorante, Alexandros la tiene per mano e le mette un braccio intorno alla spalla. Poi si ferma un istante e, guardandola in faccia, le chiude bene lo scialle: “Fa un po’ fresco, mia cara”. Calista se ne ricorderà sempre. Lo ringrazia, gli dice che si è molto divertita e prosegue tenendolo a braccetto.
Entrano nell’ascensore del parcheggio sotterraneo e Calista vede Alexandros premere il pulsante del secondo piano. Poi arriva il pugno.
Cade all’indietro, le spalle urtano dolorosamente la parete d’acciaio inossidabile. Lì per lì non capisce cosa stia succedendo. L’ascensore, pensa confusa; l’ascensore ha qualcosa che non va. (…) Alexandros accosta il viso al suo, così vicino che i pori della sua pelle sembrano enormi. Calista non può concentrarsi su altro: quei pori l’affascinano, le loro dimensioni, la loro oscurità untuosa.

La stessa oscurità che si annida nel cuore dell’uomo, dietro la cui facciata rispettabile si nasconde una belva pronta a scatenarsi, a rivolgere le sue fauci contro Calista, senza preavviso. C’è di peggio: tutti i personaggi in questo romanzo si nascondono dietro una maschera. Da una parte, abbiamo le donne ferite che cercano di nascondere lividi e anime incrinate, dall’altra tutti coloro che celano il volto, che fingono di non vedere cosa sta accadendo, per mantenere le apparenze. Questo è un libro crudele, come La ferocia, ma necessario: un monito, un promemoria da non dimenticare. Ringrazio la blogger Giusymar per aver deciso di parlarne e per avermi permesso di conoscerlo.

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One thought on “Un terribile amore

  1. E’ un tema molto delicato, doloroso, di cui si fa fatica a parlare. Spesso chi subisce delle violenze cerca di nasconderlo e non è facile capire questi meccanismi. E quando accadono certi fatti violenti e lo si viene a sapere, le persone intorno dicono “incredibile, sembrava così una brava persona…”. Lo leggerò, grazie per averne parlato. Ciao

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