L’inventore di sogni

L'inventore di sogni McEwan

C’è chi sogna solo di notte e poi c’è anche chi sogna anche di giorno. Appartengo a questa seconda categoria: mi basta sentire una canzone, vedere un film o leggere un libro di cui non piace il finale, o a cui vorrei aggiungere delle scene, per iniziare a fantasticare. L’inventore di sogni di Ian McEwan è un dono per tutti “gli immaginatori”, per chi si porta dietro un universo intero che può evocare a suo piacimento.

Peter Fortune, il protagonista e l’ideatore della serie di bizzarre e oniriche fantasie che compongono il romanzo è un bambino “difficile”:

La gente lo considerava difficile perché se ne stava sempre zitto e a quanto pare questo dava fastidio. L’altro problema era che gli piaceva stare da solo. Non sempre naturalmente. Nemmeno tutti i giorni. Ma per lo più gli piaceva prendersi un’ora per stare tranquillo in qualche posto, che so, nella sua stanza, oppure al parco. Gli piaceva stare da solo e pensare i suoi pensieri. (…) A scuola Peter spesso lasciava Peter seduto nel banco, mentre la sua mente partiva per lunghi viaggi, ma anche a casa gli era capitato di avere delle noie per quei sogni ad occhi aperti.

Peter vive con la testa tra nuvole, si dimentica le cose, non riesce a completare i compiti in classe. Dovrebbe essere un disastro, invece, McEwan ci rassicura sin dalle prime pagine: il piccolo inventore ha davanti a sé un futuro brillante. Questo perché le sue fantasie gli permettono di osservare il mondo da più di un punto di vista, che sia quello di un gatto o di una bambola poco importa, di affinare la sua mente. Il bambino si interroga sul mondo che lo circonda e mentre trasforma la realtà, più o meno inconsapevolmente, la analizza. Questo libro è un invito a continuare a immaginare, a non lasciare che la quotidianità offuschi la nostra creatività e la nostra gioia di vivere.

Seguire Peter nel viaggio nel microcosmo che abita la sua testa, significa perdersi in un paese delle meraviglie dove piccolo e grande si confondono, dove situazioni comuni si trasformano in grandi avventure. Basta un piccolo spunto, un numero, una bambola un po’ inquietante per lasciarsi andare, per immergersi in un nuovo sogno. Sono fantasie che nascondo intuizioni più profonde, a volte venate di tristezza: come lo sguardo sul mondo degli adulti, che appare dominato dalla ripetizione, dalla noia, ma che viene illuminato dall’amore, o come l’ultimo commovente incontro con il gatto si famiglia.

Si può scegliere di sfogliare L’inventore di sogni come se fosse una raccolta di racconti, e sceglierne uno da leggere prima di andare a dormire: sono storie capaci di rasserenare l’animo e sono anche un invito a non fermarsi alle apparenze, a sondare più a fondo i nostri problemi. Per esempio, Peter riesce a sconfiggere un temibile bullo proprio grazie alla sua empatia e alla sua capacità di analizzare, scomponendola attraverso la fantasia, la realtà. I sogni, specialmente quelli ad occhi aperti, sono sempre un buon antidoto al grigiore, all’inquietudine, e nascondono più di una risposta inaspettata: basta saperli ascoltare. Basta che non cominciate a dimenticarvi la vostra sorellina/fratellino/cuginetta/cuginetto o i vostri figli sull’autobus.

Annunci

5 thoughts on “L’inventore di sogni

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...