Di seta e di sangue: il vestito mandarino rosso

Di seta e di sangue Qiu Xialong

Qipao: questa parola evoca subito atmosfere esotiche, frusciare di seta e l’immagine di donne bellissime e sensuali. Questo abito tradizionale cinese è al centro di Di seta e di sangue, un giallo ambientato a Shanghai, in un Cina in bilico tra passato e presente, tra capitalismo e socialismo, tra erotismo e violenza.

Ho il brutto vizio di iniziare spesso le serie non in ordine cronologico, così mi è toccato incontrare l’ispettore Chen Cao, alle soglie della sua quinta avventura. Qiu Xialong, a differenza di altri autori, non sembra intenzionato a ripetersi, a spiegare ogni volta chi sono i suoi personaggi. Da una parte è un pregio, un indizio di originalità e del rifiuto di adagiarsi su comodi schemi già prestabiliti, dall’altro, richiede un maggiore sforzo al lettore. All’inizio, più di Chen a colpirmi è stata la voce dell’autore, ricca di similitudini poetiche, e la sua capacità di scavare a fondo nell’anima del suo paese, portando alla luce piccoli dettagli rivelatori.

Per la prima metà del romanzo, più che sul caso, incentrato su un serial killer che sparge per la città bellissimi fiori martoriati, corpi di donne rivestiti da qipao rossi strappati, mi sono concentrata sulla descrizione di Shanghai. La città con le sue contraddizioni, con la sua anima inquieta ha subito catturato la mi attenzione. Xiaolong mi ha portata in luoghi che non avrai mai potuto sognare di visitare: dai ristoranti dove si serve la radice di loto, alle equivoche case in cui si esibiscono ragazze-ballerine e ragazze-cantanti. Lo scrittore ci racconta di un paese scosso dalla Rivoluzione culturale, dai peccati del passato, con lo sguardo volto verso un futuro incerto, segnato dalla corruzione e dall’arrivismo. Una realtà complessa, illuminata da brevi bagliori di luce, da sprazzi di poesia e di filosofia. Un mondo che richiede al lettore occidentale di aprire la mente, di apprendere concetti come quello della reputazione ( perdere la faccia), di immergersi in una nuova cultura.

Arrivata a metà lettura, ho iniziato, finalmente, ad interessarmi a Chen Cao. All’inizio, questo detective, che si prende addirittura una pausa dalle indagini (un’eresia per detective come Hole o Holmes), e che rimane un po’ in secondo piano, non mi aveva particolarmente colpita, se non per la sua anima bibliofila. Il suo interesse per le lettere mi ha ricordato l’investigatore-poeta ideato da Larsson per il suo romanzo meta-letterario I poeti morti non scrivono gialli. In effetti, i libri sono fondamentali per Cao: gli forniscono una chiave per interpretare la realtà, lo spingono a dare importanza alla componente psicologica del caso, fondamentale, ma sottovalutata dai suoi colleghi che considerano Freud come una trovata occidentale. Chen, diversamente da altri investigatori più estremi, più tormentati, sa quando fermarsi, sa che è necessario riequilibrare lo Yin e lo Yang per poter trovare la soluzione. Certo, è diviso tra il suo amore per la poesia e un mestiere che non ha scelto per vocazione, ma è capace di coniugare al meglio la sua capacità di analisi dei testi con il suo intuito.

Quando Cao decide di interessarsi seriamente al caso, di concentrarvi tutte le sue energie, anche a causa di una svolta drammatica e inaspettata nelle indagini, scocca la scintilla e assistiamo a un magistrale duello con il serial killer. Non abbiamo, come nelle classiche detective story, una serie di sospettati, ma uno solo: un colpevole che deve essere messo all’angolo e spinto a confessare. Un meccanismo che mi ha ricordato la serie di Colombo, ma che Xialong ha saputo perfezionare, dando vita a una scena memorabile in cui letteratura e realtà si confondono. Un banchetto crudele, in cui il detective mette a nudo la mente dell’assassino ed entra in relazione con lui.

Di seta e di sangue è un gioco di eleganti scatole laccate: un giallo che ha come protagonista un originale detective (il sogno di ogni lettore che vorrebbe risolvere misteri grazie alle sue letture) contiene passi di splendide opere cinesi e racchiude anche istantanee di un paese, la Cina, che è ancora un enigma per molti di noi.

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