Dove nessuno ti troverà

Dove nessuno ti troverà

In una Spagna ancora insanguinata dalla guerra civile, in un paese diviso e crudele, due uomini intraprendono un’insolita queste. Con Dove nessuno ti troverà, Alicia Giménez-Bartlett trasporta il lettore in territorio nemico, in un passato non ancora così lontano, in un mondo dove dominano oscurità, vendetta e morte.

Le tenebre e le ambiguità dell’animo umano hanno da sempre affascinato l’idealista psichiatria francese Lucien Nourissier, tanto da spingerlo a mettersi sulle tracce di una figura leggendaria, di una guerrigliera conosciuta come la Pastora. Nourissier vuole tracciare un profilo psicologico di questa ex-combattente del maquis, il fronte di resistenza anti-franchista, e per riuscirci ha bisogno di qualcuno che conosca le montagne e i paesini che hanno fatto da sfondo all’esistenza della bandita. Decide così di affidarsi al cinico giornalista spagnolo Carlos Infante, senza immaginare che, durante il cammino, gli toccherà confrontarsi con più di una scomoda verità e con una nazione in cui l’odio sembra essere il sentimento dominante:

Dolore, malvagità, distruzione. L’essere umano non si sottrae mai alla ruota infernale mossa dall’odio.

Il romanzo ruota attorno al rapporto tra Nourissier e Infante, due opposti che devono prendere coscienza dei loro difetti: il primo è troppo ingenuo, troppo legato a una vita borghese e convenzionale, mentre il secondo nasconde dietro a una maschera di finta indifferenza una profonda ferita, una colpa che non potrà mai essere perdonata. Lo psicologo subisce una doccia fredda, quando inizia a scoprire quanto la Spagna sia segnata da cicatrici mai rimarginate, dalla povertà e dagli anni nerissimi della guerra civile. Allo stesso modo, il viaggio si rivela un percorso iniziatico anche per il giornalista, che di fronte alle tragiche testimonianze dei suoi connazionali perde, di passo in passo, i pezzi dell’armatura dietro cui si era nascosto. Alla fine del cammino, segnato da tradimenti e da incontri tesissimi con la guardia civil, non saranno più gli stessi.

La queste dei due cercatori è inframmezzata da capitoli in cui a prendere la parola è la stessa Pastora, un personaggio realmente esistito. Teresa Pla Meseguer, nota anche come Teresot, Florencio o Durruti, è una figura ambigua, sospesa tra innocenza e colpevolezza, di cui è difficile stabilire perfino il sesso. Guardando una sua foto, una metà del viso sembra appartenere a una donna, mentre l’altra a un uomo. Il suo pseudoermafroditismo la/lo rende un simbolo perfetto di un’alterità che rispecchia la confusione che regna nel paese e negli animi:

il terzo sesso (…) il “terzo” è ciò che mette in questione il pensiero binario e introduce la crisi (…). Tre mette in discussione l’idea di uno: di identità, autosufficienza, conoscenza di sé. (Marjorie Garber, Interessi truccati).

La Pastora è un outsider, che si trova sempre costretta/o a vivere ai margini della società. Eppure riesce a mantenere una sua integrità, grazie alla sua resilienza. Diventa l’incarnazione sia di una Spagna feroce, ma non ancora sconfitta, sia delle contraddizioni e della grandezza che si celano dentro ognuno di noi:

L’essere umano racchiude in sé immensità che trasporta sempre con sé, non riesce a minimizzarle o a farle sparire a comando.

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