Colpo di fulmine alle terme

colpo di fulmine alle terme

Da una parte vorresti tirargli un libro in testa, dall’altra complimentarti con lui per la sua faccia di bronzo. Ognuno degli imprevedibili, squattrinati, casinisti, protagonisti dei racconti di Pelham G. Wodehouse ha suscitato sentimenti contrastanti nel mio animo.

Ho avuto un vero e proprio colpo di fulmine per Colpo di fulmine alle terme, quando ho visto la sua copertina dal design accattivante e “cartoonesco”. All’interno una raccolta di racconti, ironici, in cui si susseguono colpi di scena, occasioni e imbarazzi sociali. Si passa da Bingo Little, giocatore incallito, perennemente al verde, che deve nascondere al sua mogliettina adorata i suoi “peccatucci” a Anselm un prete che vuole sposarsi con una ragazza piuttosto pratica e priva di scrupoli.  Nel mezzo, avventure al casinò, ricconi brufolosi, truffe ai danni delle assicurazioni e non solo, zii giusto un filino delinquenti. Per non parlare dei pechinesi scomparsi.

Tutto sembra ruotare attorno al denaro, eterno assente: tutti i protagonisti di questi racconti hanno mani e/o tasche bucate. Tutti sono disposti a imbarcarsi nelle più bislacche avventure o frodi per recuperare un po’ di contante. Siamo al livello morale di Harold Skimpole o quasi. Da una parte vedere un fanfarone come Bingo trionfare irrita, dall’altra non si può che ammirare la capacità i Wodehouse di creare sempre nuovi rovesci del destino, di sbrogliare grovigli di guai che sembrano inestricabili. Va anche detto che non tutti i membri di questa trista congrega di spiantati sono ugualmente fortunati: alcuni rimangono con un pugno di rose rubate in mano e stanno per perdere anche quelle.

La lettura è scorrevole, rapida, però devo ammettere che non soddisfa pienamente. Forse, il numero limitato di racconti e il bisogno di trovare un fil rouge per legarli penalizza la varietà: dopo un paio di storie è semplice indovinare gli sviluppi delle successive. Gioca sfavore anche il confronto con un classico che mi è tornato in mente leggendo Colpo di fulmine alle terme: Tre uomini in barca. Con Wodehouse non ho riso di cuore, al massimo sorriso.

Bisogna prendere con leggerezza questi racconti, senza troppe pretese. Ascoltare le bizzarre avventure dei protagonisti, senza concedere a nessuno di loro troppa confidenza: potrebbero allungare le mani per rubarti il portafogli o la giacca. La fiducia, piuttosto, la si può riservare all’autore, ripromettendosi di incontrarlo ancora, per scoprire se ha altro da offrire. Nel frattempo, ricordiamoci di tenerci alla larga da preti balbuzienti, da investigatori che arrivano con troppo tempismo e dai redattori di riviste per l’infanzia.

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2 thoughts on “Colpo di fulmine alle terme

    1. Questo è l’unico risvolto positivo della situazione assurda in cui si trova la biblioteca della mia città: con la sede principale chiusa, siamo ridotti a un misero banchetto, dove, ogni volta che passo, trovo queste chicche 😉

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